Napoli alla frutta? Peggio: al panino (con mollica o senza)

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Abbiamo parlato recentemente di come Napoli stia sbandando pericolosamente verso la cancellazione totale della propria identità, a causa di una “mercificazione turistica” in virtù (si fa per dire) della quale il napoletano, ormai, recita stancamente la parte, il personaggio o la macchietta (fate voi) di sé stesso che tanto piace agli sciatti visitatori paganti, in pellegrinaggio tra le vie dello “zoo” partenopeo.

L’ultimissimo esempio ci viene, grazie alla foto-testimonianza degli amici della redazione di Napoli Magazine, dall’ennesima mistificazione presepiale che ha evidentissimamente preso la mano di più di qualcuno a San Gregorio Armeno. 
Ed ecco che l’estremizzazione del social e della dea visualizzazione trasforma un salumiere da Tik Tok, diventato famoso per la proposta di un panino “…con mollica o senza…”, nell’ennesima statuina da aggiungere sul presepe.

Ora, innanzitutto si pone un quesito: vista la continuità con cui da San Gregorio Armeno tra gli ex pastori si aggiunge ormai la qualunque, c’è ancora posto per altre operazioni/speculazioni del genere?
E subito dopo una considerazione: la particolarità del presepe (che è una tradizione e non una scenografia teatrale) sta nella continuità con cui si ripete il tramandato, il porta a porta dell’identità.
La continuità, la massificazione e soprattutto la mercificazione in nome delle quali Napoli sta distruggendo sé stessa e la sua “unicità”, che ne costituivano non a caso il suo alto valore anche per l’UNESCO, ne stanno accorciando i tempi di sfruttamento come avviene per le miniere.

Ora, a parte la bruttura di tutta questa modernità d’accatto che accelererà l’assassinio di Napoli, facendone “una delle tante” città turistiche abusate – e dunque sempre meno interessante in quanto sempre meno unica – ci vogliamo rendere conto che il filone dell’identità come motore di sviluppo si difende facendo quadrato sulla conservazione della memoria del passato affinché non venga cancellata (e dunque esaurita anche come fonte)?
Insomma, per dirla con il prof. Bellavista il quale, rivolto ai camorristi, chiedeva:
“…ma ci avete pensato bene? Vi conviene…?!” , ecco, io vi lascio con la stessa domanda e riflessione.

Ma continuo a chiedermi se sia peggio una Napoli alla frutta oppure una ormai al panino…
a prescindere dalla presenza o meno della mollica.

GINO GIAMMARINO

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