Musica: Gigi D’Alessio, ‘mi dicevano che anche se canto in italiano si sente che sono napoletano…’

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“Mi dicevano ‘anche se canti in italiano, si sente che sei napoletano’, quasi come se fosse una forma di razzismo culturale. Ora, vedere che l’Italia parla in napoletano è motivo di orgoglio. Forse anche io ho contribuito a rompere un po’ questo muro”. E’ quanto afferma Gigi D’Alessio ospite su Rtl 102.5 al programma ‘The Flight’, in cui il cantautore partenopeo ha presentato ‘Gigi Palasport’, il suo nuovo tour che prenderà il via a novembre nei palazzetti dello sport.

Dopo gli otto eventi a Napoli in piazza del Plebiscito, il doppio spettacolo a Palermo e i cinque concerti annunciati alla Reggia di Caserta, Gigi D’Alessio ha svelato le nuove tappe della sua tournée: il tour inizierà il 13 novembre da Roma, per poi toccare i principali palazzetti in tutta Italia. 

“La musica dal vivo è la mia fonte di energia, anche perché i concerti non li faccio da solo; sono sia miei che del mio pubblico”  – sottolinea Gigi D’Alessio, aggiungendo:
“Ho suonato molto all’estero e il pubblico varia a seconda del luogo. In Canada, Stati Uniti, Giappone, Cina e Australia il mio concerto consiste per il 70% delle mie canzoni e il restante di classici napoletani. Da Miami in giù, eseguo lo stesso concerto che faccio in Italia, ma cantato in spagnolo. Porto sempre Carosone, che è parte del mio dna: il suo pianoforte, il cimelio più importante, è a casa mia e lui prima di morire mi disse ‘questo pianoforte deve andare a casa tua perché deve continuare a suonare con la stessa anima mia’. Quel pianoforte è magico ed è quello che uso e sentite nei miei dischi”.

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