Detenuto suicida a Poggioreale, Osapp: per Nordio è evento inevitabile?

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 «Anche il terzo suicidio a Poggioreale in queste prime settimane del nuovo anno, a cui aggiungere un omicidio, è un evento inevitabile secondo la tesi del Ministro alla Giustizia Nordio?».

È l’interrogativo del vicesegretario generale Osapp Aldo Di Giacomo che annuncia la ripresa del tour attraverso le carceri italiane per riaccendere l’attenzione sull’emergenza del nostro sistema penitenziario e rilanciare la mobilitazione del personale. “Salgono ad otto i suicidi in meno di un mese del nuovo anno, più 13 vittime “per altre cause”, mentre – ricorda Di Giacomo – sono stati 69 nel 2023 e 84 nell’anno più nero in assoluto (2022). L’identikit del detenuto suicida si caratterizza per età (sempre più giovane), per problemi mentali e cresce il numero di stranieri.

Ci aspettiamo anche questa volta il solito rituale di commozione e rammarico specie dei soliti ambienti di Governo e della politica e le solite parole sul carcere di Poggioreale il più difficile tra quelli italiani. Eppure – aggiunge – solo pochi giorni fa il sottosegretario Delmastro (con delega alla polizia penitenziaria) nella visita al carcere di Salerno aveva parlato di “segnali di luce in fondo al tunnel”. Se sono questi i segnali che fanno il paio con le dichiarazioni del Ministro, che rispolvera la proposta di espellere i detenuti stranieri per risolvere il sovraffollamento, salvo a spiegare come e quando sarà possibile, non c’è alcuna speranza di vedere veramente la luce. L’emergenza ha superato il punto limite con lo Stato incapace di garantire la vita delle persone che ha in custodia e la vita del personale oggetto di quotidiane aggressioni”.

 I dati del 2023 per il vicesegretario generale Osapp, «sono agghiaccianti: oltre 1800 sono state le aggressioni dei detenuti ad appartenenti al Corpo con una media di 5 al giorno; di queste un terzo hanno prodotto prognosi di oltre 8 giorni ma in 150 casi sono state superiori ai 20 giorni. Sempre durante l’anno circa 12mila sono stati gli episodi di resistenza e ingiuria a pubblico ufficiale in carcere». “Per i responsabili politici dell’Amministrazione Penitenziaria – ancora Di Giacomo – l’unico problema è trovare posti in più (7.500 per una spesa di 130/150 mln di euro) ai detenuti e dotare il personale di Polizia penitenziaria di strumenti come le maschere anti-gas, guanti e scudi come se invece di un lavoro di vigilanza-custodia per garantire la legalità si trattasse di prepararsi a fronteggiare una guerra di scontri quotidiani. È una situazione intollerabile come è inaccettabile ascoltare da Delmastro l’esaltazione di nuove assunzioni programmate che di fatto non coprono nemmeno i vuoti di organico prodotti da pensionamenti e prepensionamenti. Chi rappresenta il Governo per la gestione del personale penitenziario 

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