Udine per noi…quell’indimenticabile giorno di maggio

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Scandalo a Udine! Le prime pagine dei quotidiani nazionali, sportivi e non, sono piene dell’indignazione delle vergini bianche del calcio le quali – ben omologate al politicamente corretto imperante – sono scandalizzate per i cori di discriminazione da parte di quella che viene definita da secoli “…una minoranza…”, “…i soliti quattro imbecilli…” e via così.
Si consuma sotto i nostri occhi l’ennesimo atto d’italica ipocrisia al grido imperituro di un fermo e sdegnato:
 “No al al razzismo!”.

Che bello, e come si sentono fiere!
Ecco, io vi chiedo scusa e spero che voi mi perdonerete se vi confesso che personalmente, anziché indignarmi, io mi incazzo di brutto.
Eh si, perché quando nello scorso maggio 2023 al Napoli ed ai napoletani, sempre sul campo di Udine, la Dacia Arena, quei quattro imbecilli dopo il triplice fischio dell’arbitro sono scesi sul prato col volto mascherato e – catene e manganelli alla mano – si sono dati alla caccia al napoletano, aggredendo i tifosi che volevano solo festeggiare un anno fantastico che sembrava aver messo tutti d’accordo sul fatto che un bel calcio mette d’accordo e zittisce tutti.

Quei fotogrammi indimenticabili e vergognosi regalano l’inciviltà di un Paese dove tutta questa violenza è possibile e accade sotto gli occhi e nell’immobilismo di quegli “stuart” , il cui compito sarebbe quello di prevenire e contrastare questi fenomeni.

Udine è una città eccezionale, basta andare a cena (soprattutto a bere i vini friulani) per rendersene conto, respirare l’aria di un popolo fiero della propria identità (a differenza di alcuni cialtroni meridionali che ben conosco…) ma accogliente e dotato di una sua ironia tutta originale eppur calorosa.

Se la questione riguarda 4 imbecilli, beh, li abbiamo anche qui a Napoli e tantomeno mancano neanche nella vicina Salerno.
Ma il sospetto forte è che i cretini veri non siano tanto quelli disposti a darsele di santa ragione su un campo o per strada per sfogare le proprie frustrazioni. Anzi, vi dirò che comincia a concretizzarsi in me la certezza granitica che la vera stupidità e l’autentico razzismo sia in chi, dentro il palazzo del calcio, permetta che ogni domenica i napoletani vengano fatti bersaglio di cori ed azioni che al confronto con quanto accaduto al numero 1 dei rossoneri Maignan.
Ma come si fa a parlare di identità e dignità a gente che si vende la propria Supercoppa nazionale ai padroni del petrolio che detestano l’occidente decaduto e infedele?

GINO GIAMMARINO

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