Sanità, a Napoli 15 aggressioni in un solo mese

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Quindici episodi di aggressioni ai danni di infermieri nell’arco di neppure 30 giorni in Campania, nello specifico nelle Asl Napoli 1 Centro, Asl Napoli 2 Nord e Asl Napoli 3. Secondo il sindacato Nursing Up, che denuncia i fatti, si tratta del «palese sgretolarsi del rapporto di serenità e di civica convivenza tra alcuni cittadini e i professionisti sanitari. Siamo di fronte- fa sapere il presidente Antonio De Palma ad una collettività esasperata, vessata dai disservizi delle strutture sanitarie. Naturalmente, i disagi di una sanità in crisi profonda non possono giustificare la rabbia, le minacce e soprattutto le barbare violenze contro, in particolare, infermiere indifese, soprattutto donne, madri e mogli, così come contro tutti gli altri professionisti della salute, che pagano più che mai sulla propria pelle lo scotto della disorganizzazione e diventano un pericoloso capro espiatorio».


L’emergenza aggressioni non è certamente presente solo in Campania, ma «siamo voluti partire da dove, secondo i numeri della nostra nuova inchiesta, la situazione è più allarmante». Per quanto riguarda la reale situazione dei pronto soccorso funzionanti e aperti al pubblico in Campania, nel capoluogo ci sono oltre al Cardarelli (nella Asl Napoli Centro), solo il San Paolo, il Pellegrini e l’Ospedale del Mare. «Come noto- ricorda De Palma- quello del San Giovanni Bosco non ha mai riaperto al pubblico. Ebbene al Cardarelli, da nostre informazioni, non esisterebbe ancora nessun presidio di pubblica sicurezza, nonostante stiamo parlando di uno dei più grandi ospedali del centrosud, con un afflusso di pazienti elevatissimo, in particolare nei fine settimana».

 Ma anche in altre Asl lontane dal capoluogo, gli «annunciati arrivi degli agenti, ad esempio in realtà come il San Leonardo di Castellammare, che copre le necessità di migliaia di cittadini della penisola sorrentina, per ora, a quanto ne sappiamo, non si sono ancora concretizzati. Ma questo non basta- sottolinea ancora il presidente del Nursing Up- ci sono altri fatti organizzativi che meritano, doverosamente, di essere raccontati alla collettività. Si pensi che nella sola realtà cittadina di Napoli i presidi degli agenti sono sì attivi 7 giorni su 7 nei tre pronto soccorso del capoluogo (al San Paolo, al Pellegrini e all’Ospedale del Mare), ma solo dalle 8 di mattina alle 24».

Questo significa che di fatto, dopo la mezzanotte, in tutta la regione Campania, non solo nella provincia di Napoli, non c’è «nemmeno l’ombra di un agente della pubblica sicurezza al fianco dei nostri infermieri e degli altri operatori sanitari, in nessuno dei pronto soccorsi cittadini, tanto meno negli altri ospedali chiave del territorio. Eppure è evidente che negli orari notturni, le eventuali ronde esterne delle guardie giurate, che oltre tutto non possono intervenire per sedare aggressioni, certo non bastano ad evitare che accada il peggio».

È dunque chiaro, secondo il sindacato degli infermieri, che dopo la mezzanotte l’assenza degli agenti di polizia, con le forze dell’ordine «che giungono molto spesso sul posto solo ad aggressioni avvenute, per bloccare l’esagitato di turno, quando un solo infermiere si ritrova anche a gestire, nell’area triage, da solo, 20 pazienti”, rivela “palesemente che non esiste ancora un piano di prevenzione radicato ed efficiente per tutelare l’incolumità dei nostri professionisti», conclude De Palma.

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