Stalking mafioso nel Napoletano, misura per 50enne legato a clan

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Non sarebbero legati a richieste estorsive ma verosimilmente a vicende personali gli atti persecutori, singolari in quanto aggravati dal metodo mafioso, perpetrati ai danni di un imprenditore di Pozzuoli da un 50enne vicino alla camorra: ad accusare Andrea Ferro, legato da vincoli di parentela con esponenti di spicco del clan Longobardi-Beneduce di Pozzuoli (Napoli) sono la DDA di Napoli e i carabinieri della città puteolana che gli hanno notificato un divieto di avvicinamento – all’imprenditore e alla sua famiglia – emesso dal gip di Napoli.

Secondo il racconto fornito dalla vittima agli investigatori, Ferro, tavolta anche con il fratello (che è indagato), ha sottoposto a gravi pressioni la sua vittima e la sua famiglia tra i mesi di gennaio e maggio del 202, stazionando davanti all’esercizio commerciale dell’imprenditore; provocandolo, minacciandolo di picchiarlo e anche di morte, mimando di impugnare una pistola e rivolgendogli sguardi minacciosi. (ansa)

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