La Cina sviluppa una mutazione del coronavirus che uccide tutti i topi, l’allarme degli scienziati: “esperimento pericoloso”

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Gx_P2v è una variante mutante del virus Sars-CoV-2, che causa la malattia COVID-19 in maniera decisamente più aggressiva. Nei test di laboratorio, il virus si è dimostrato altamente patogeno nei topi umanizzati hAce2, che sono stati geneticamente modificati per esprimere il recettore ACE2 umano, che il Sars-CoV-2 utilizza per infettare le cellule.

Gx_P2v ha una mutazione che causa una delezione di 104 nucleotidi all’estremità 3′-UTR del suo RNA. Questa mutazione è ritenuta responsabile della sua maggiore trasmissibilità e letalità rispetto ad altre varianti di SARS-CoV-2. I risultati di uno studio pubblicato nel gennaio 2024 hanno dimostrato che Gx_P2v può infettare i polmoni, le ossa, gli occhi, le trachea e il cervello dei topi umanizzati hACE2: tutti e quattro i topi testati sono morti entro otto giorni dall’infezione. Seppur associato al pangolino, i ricercatori hanno concluso che Gx_P2v rappresenta un rischio potenziale per la popolazione umana. La mutazione che causa la delezione di 104 nucleotidi potrebbe renderlo più trasmissibile e letale anche per gli esseri umani, motivo per cui altri ambienti scientifici (e non solo) hanno puntato il dito contro questi inquietanti esperimenti (anche se gli autori sostengono che non sarebbe stato segnalato alcun caso di infezione umana). Ufficialmente, i ricercatori stanno continuando a studiare Gx_P2v per comprenderne meglio i meccanismi di patogenicità ma le preoccupazioni (e le critiche) da parte di altri scienziati alludono a potenziali “salti di specie” tra gli animali e l’uomo. Secondo il gruppo di ricerca, i risultati di queste ricerche potrebbero aiutare a sviluppare nuovi vaccini e trattamenti per il Covid-19 ma di conseguenza, sorge spontaneo il dubbio che, qualora un simile virus “mostruoso” dovesse uscire da quel laboratorio, l’autore del prossimo, ennesimo vaccino possa essere, paradossalmente, lo stesso dell’ennesima pandemia. I seguenti sono alcuni dei potenziali rischi che GX_P2V potrebbe rappresentare per la popolazione umana:

  • Maggiore trasmissibilità: GX_P2V potrebbe essere più trasmissibile di altre varianti di SARS-CoV-2, aumentando il rischio di diffusione dell’infezione.
  • Maggiore letalità: GX_P2V potrebbe essere più letale di altre varianti di SARS-CoV-2, aumentando il rischio di morte per COVID-19.
  • Nuovi sintomi e complicazioni: GX_P2V potrebbe causare nuovi sintomi e complicazioni infettive, che potrebbero rendere il COVID-19 più difficile da diagnosticare e trattare.

Secondo gli autori dello studio, è importante monitorare l’evoluzione di Gx_P2v per valutare il suo potenziale rischio per la popolazione umana ma forse sarebbe ancora più importante monitorare anche le attività dei gruppi di scienziati, impedendo loro che un’attività di ricerca possa trasformarsi in un grave pericolo per l’umanità. Le origini del Sars-Cov-2, lo ricordiamo, sono ancora oggetto di dibattito: inizialmente, i media lo attribuirono ad un “salto di specie” nato dal mercato di Whuan, tuttavia, nel 2023 un dossier accusava la Cia americana di aver coperto presunte origini in laboratorio. Laboratori – quelli cinesi – spesso soggetti ad attività che coinvolgono anche grossi gruppi multinazionali di ricerca, a loro volta coinvolti nelle attività di produzione di prodotti farmaceutici. Avendo stima dell’intuizione dei nostri lettori, non crediamo ci sia realmente altro da aggiungere.

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