Foibe, Azione Meridionalista scrive al Ministro: “ampliare sale del Museo del Ricordo”

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«Egr. Ministro Gennaro Sangiuliano, le scrivo nella mia qualità di presidente dell’associazione Azione Meridionalista Ets Aps impegnata nel determinare e supportare il revisionismo risorgimentale inerente il cruento processo di unificazione nazionale patito dalle popolazioni italiane e più nello specifico da quelle meridionali che hanno più di altri patito negli accadimenti passati, presenti e futuri che hanno visto nascere l’unità d’Italia» – comincia così la lettera a firma di Giancarlo Chiari e rivolta al Ministro della Cultura, Sangiuliano. Nella lettera, il Presidente del Consiglio Direttivo dell’Associazione Meridionalista Ets Aps prosegue.

«Abbiamo recentemente apprezzato l’istituzione del “Museo del Ricordo” e della “Fondazione Museo del Ricordo” che ne provvede alla gestione finalizzata alla memoria delle vittime delle Foibe. Cosi recita la prima parte del primo comma dell’art.1) del disegno di legge che istituisce il Museo del Ricordo “Al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani …” Ebbene, noi di Azione Meridionalista riteniamo che I tempi siano maturi per ampliare il neo nato Museo del Ricordo implementandolo con sale dedicate al Ricordo dei sacrifici economico ed esistenziali patiti dalle popolazioni meridionali nel cruento processo di unificazione nazionale che ha comportato centinaia di migliaia di morti (qualcuno parla di un milione) nel decennio 1861 – 1871. Sembra che dall’altra parte ovvero da parte della forza unificatrice ci siano stati più di 20.000 morti (“più di tutti quelli delle guerre di indipendenza”- Indro Montanelli). Dati da offuscare quelli delle Foibe che risultano essere “solo” tra le cinquemila e le diecimila unità. La memoria della stragrande maggioranza dei morti meridionali è stata infangata con l’appellativo di “briganti” sottintendedone la matrice criminale oramai superata dalla storiografia odierna e anche da quello che dicono i libri di Storia dall’anno scolastico 2018/19 che parlano di guerra civile etichettata come brigantaggio (vedi file allegato). Orbene se non esistono più i “briganti” riteniamo necessario rivalutare la loro memoria e il loro sacrificio restituendogli la loro dignità di ribelli, insorgenti, resistenti, combattenti e mai più criminali».

«Anche perchè tale memoria continua ad essere infangata quotidianamente dal Museo Cesare Lombroso che “ricorda”, a decine di scolaresche e avventori che lo frequentano, mediante l’esposizione dei loro teschi e delle convinzioni oramai dichiarate dalla scienza destituite di ogni fondamento, come le dimensioni della fossetta occipitale mediana cranica, che caratterizzava chi viveva nel meridione d’Italia, desse una fondata certezza sull’inclinazione al crimine dei meridionali. Ritengo di non commentare ulteriormente tale affermazione sulla quale si sono basate le convinzioni di decine di generazoni alimentando la narrazione antimeridionale perchè basata su fondamenta scientifiche. Va da sé che il ricordo debba essere esteso anche a chi era dall’altra parte. I morti non hanno casacca. Il cruento processo di unificazione nazionale ha comportato una vera e propria guerra civile in quanto nonostante i plebisciti (da taluni ritenuti farsa), le modalità di gestione del territorio meridionale hanno portato a vastissime insurrezioni con la messa in stato di assedio delle provincie meridionali. Il 4 luglio 2022 abbiamo organizzato il Convegno Meridionalista a Montecitorio che si tenne nell’Aletta del Palazzo dei Gruppi parlamentari nel quale approfondimmo e provammo I temi sopra indicati. Il Convegno è registrato sui server della Camera dei deputati ed è visionabile cliccando sul seguente link: evento | WebTV (camera.it) . Per rendere più agevole la visione abbiamo messo a punto un efficace indice degli argomenti che si allega alla presente. In attesa di un riscontro alla nostra richiesta, cogliamo l’occasione per porgerle i nostri più cordiali saluti … meridionalisti» – ha concluso Chiari.

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