In città il carnevale è sonico e “sottencoppa”

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Con tre giorni di festa sonora – sabato 10, domenica 11 e martedì 13 febbraio – torna “Sottencoppa”, il Carnevale promosso dal Comune di Napoli e organizzato da Ravello Creative L.A.B che propone, nella Chiesa di San Potito e la Galleria Principe di Napoli, anche aree destinate a laboratori aperti a cittadini e visitatori. Il programma è immaginato come una parata di maschere sonore: si apre sabato 10, nella Chiesa di San Potito, con il gruppo Tenore Supramonte di Orgosolo con il suo canto misterioso inserito dall’Unesco nei patrimoni orali e immateriali dell’umanità.

Dal canto sardo alla musica persiana con Kiya Tabassian e Benham Samani che presentano Splendours of Persian Music. Si procede con la tragicomica poesia di Uomo Uccello, al secolo Claudio Montuori, artista di strada che assume le sembianze di un uccello in un delicatissimo spettacolo musicale e Holland Andrews che, attraverso l’uso di tecniche vocali complesse evoca paesaggi sonori di vulnerabile bellezza. Spazio allo yaybahar, strumento post-tradizionale inventato dal turco Gorkem Sen che emette un suono dalla parvenza quasi digitale e poi ai virtuosismi del bosniaco Mario Batkovic con la sua fisarmonica. Per la poesia in scena l’egiziano Abdullah Miniawy e a seguire Josiah Wise, in arte serpentwithfeet, icona musicale queer e del soul/r’n’b contemporaneo in Europa per questa esclusiva tappa napoletana a pochi giorni dal suo ultimo album. Dalla scena musicale partenopea più giovane il rap travolgente dei Laxxard ed il rock-noise dei Radford Electronics, fino alla prima esecuzione a Napoli di “doppiopasso”, creazione per 10 ottoni firmata dal compositore napoletano Renato Grieco. In scena anche la compositrice, produttrice e cantante capitolina Francesca Palmidessi, e il duo Abidjan Centrale con una selezione di rarissime musiche legate a riti e feste del continente africano. Continua, poi, la collaborazione con il collettivo panafricano Nyege Nyege, questa volta attraverso la presenza dirompente di HHY and the Kampala Unit. Oltre ai concerti, grande attenzione per i laboratori dedicati a bambini e ragazzi con la costruzione di maschere utilizzando materiali di riciclo e con laboratori dedicati al teatro delle guarattelle e al travestimento tout court.

«Spazio, anche quest’anno, alle attività per bambini e ragazzi che potranno vivere l’anima della festa partecipando attivamente ai laboratori sui trucchi e costumi ingegnandosi nella costruzione di maschere in cartapesta – spiega il coordinatore per le politiche culturali Sergio Locoratolo – perchè Carnevale è un rito che si rinnova, creando occasioni di incontro tra culture e generazioni diverse e momenti di gioia ma anche di riflessione, in cui si ricorre al linguaggio universale della musica come potente mezzo di coesione sociale”. “Sottencoppa non mira a sostituire, ma va ad aggiungersi alla già ricchissima offerta di parate in maschera dei Carnevali autonomi di quartiere che sono la vera anima del Carnevale napoletano – commenta il consigliere per le biblioteche e la programmazione culturale integrata Andrea Mazzucchi anche quest’anno la proposta è quella di una sorta di evento sonoro e visivo paradossale e beffardo, nel quale le scene underground e le avanguardie vanno a contaminarsi con le tradizioni del folklore globale in un grande gioco istrionico”. “L’obiettivo è generare uno spazio di trasformazioni e mascheramenti sonori in cui possano convivere pop, avanguardia, musiche della tradizione, poesia sonora, strumenti antichi, strumenti inventati, strumenti elettronici – spiega il direttore artistico Giulio Nocera – uno spazio di rigenerazione che mette in simbiosi ritmi fratelli e fa incontrare scenari espressivi distanti». Programma completo su www.comune.napoli.it/sottencoppa2024

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