Aumenta il lavoro, diminuiscono i salari

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Lavoro e salari due facce della stessa medaglia che vivono un evidente divario. In base ai dati Istat la disoccupazione è scesa al 7,2 per cento con la conseguenza che quello attuale risulta il tasso di disoccupazione più basso dal 2008 ma, ad un’occupazione record, fa eco il livello basso dei salari che nel 2023 crescono solo del 3,1% contro il 5,9% dell’Indice dei prezzi al consumo.

Un quadro che conferma come la forbice tra salari e inflazione si allarga con conseguente freno alla ripresa dei consumi e alla crescita del Pil. 

Aggiungendo l’esame dei contratti collettivi e i cambiamenti percentuali nelle retribuzioni contrattuali dei lavoratori si evidenzia che in realtà un aumento delle retribuzioni è avvenuto solo per alcune categorie quali il comparto scolastico, i ministeri e gli impiegati nel settore della difesa, mentre per farmacie private, pubblici esercizi, alberghi e telecomunicazioni non c’è stata nessun cambiamento.

Le imprese inoltre continuano a vivere il divario domanda e offerta di lavoro per cui il problema comincia ad essere non tanto l’offerta di lavoro ma se ci sono le competenze adeguate e tale situazione impone di affrontare l’emergenza dei profili professionali di cui ha bisogno il mercato del lavoro in modo da evitare di minare la crescita economica ed ridurre il dualismo tra lavoratori.

ANTONELLA CIRESE

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