Da Mazzarri a Calzona la schizofrenia presidenziale via twitter

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Ringrazio Walter Mazzarri, amico della famiglia De Laurentiis e del Napoli, per aver sostenuto la squadra in un momento complesso. Resterà nel cuore dei napoletani e della nostra famiglia. Bentornato a Francesco Calzona, che ha già lavorato con noi sia con Sarri che con Spalletti“.

Con questo brevissimo messaggio dal proprio (del resto lui ha un grandissimo senso della proprietà) profilo twitter il presidente della SSC Napoli, Aurelio De Laurentiis, saluta Walter Mazzarri e contemporaneamente annuncia che il nuovo allenatore azzurro è Francesco Calzona, altro allenatore riciclato in fretta e furia: ultimo atto della schizofrenia presidenziale.

Nella convinzione (quasi pentastellata del calcio) che uno vale uno, ma nessuno vale come lui, il presidentissimo continua ad acquistare e scambiare calciatori e allenatori senza soluzione di continuità ma completando il disegno di una distruzione dell’identità della squadra azzurra. Siamo l’unica squadra che non abbia un team manager possibilmente ex calciatore – che faccia da cuscinetto tra spogliatoio e società.
E nonostante i miracoli tentati dal proprio (qui come sopra – ndr) ufficio stampa, le sue uscite puntualmente lo mettono alla berlina, unitamente al club ed alla sua storia.

Comunque vada contro il Barcellona – il pallone è rotondo e nei quasi 100 minuti di campo che fanno di ogni partita una cosa a sé stante ne abbiamo viste tante – a meno di quello che Massimo Troisi definiva scherzosamente in un film come “…’O miracol’, miracol’…”, il Napoli va incontro alla altissime onde di un Barcellona che proprio nell’identità – ricordo che si tratta di una squadra catalana e come tale fortemente indipendentista – ha oppure trova la sua forza in queste occasioni.

Cosa che invece il De Laurentiis, in tutta la sua formazione romanocentrica aggravata da un complesso di superiorità che ammazzerebbe un cavallo, non conosce affatto, facendogli cambiare uomini e città senza forse mai capire a fondo, né gli uni, né le altre.
Non voglio star qui a fare il menagramo. Ma la nottata la vedo schizofrenicamente nera…

GINO GIAMMARINO

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