Pizzaiolo ucciso a Napoli, chiesti 6 anni per uno dei complici

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Il pm antimafia ha chiesto sei anni di reclusione per l’uomo accusato della detenzione di un’arma da fuoco dello stesso calibro di quella usata dal 20enne ritenuto legato ad ambienti camorristici accusato dell’omicidio dell’aspirante pizzaiolo 18enne assassinato la notte tra il 19 e il 20 marzo, sul lungomare di Napoli, mentre era con gli amici.

Il magistrato ha formulato la richiesta al termine della requisitoria al processo con il rito abbreviato che si sta celebrando dinnanzi al gup di Napoli. Il 18 marzo, è prevista la discussione dei difensori dell’imputato. L’uomo venne individuato da alcune intercettazioni nelle quali si evince sia la detenzione dell’arma che la volontà di volerla sottrarre a eventuali controlli della polizia. Con lui e Valda sono stati arrestati anche la sorella del presunto killer, lo zio e la nonna.

Le altre persone ritenute coinvolte sono tutti amici del presunto pistolero, figlio di un affiliato al clan Cuccaro deceduto in un agguato di camorra nel 2013: si tratta di due uomini ed una donna. Quella drammatica notte scoppiò una rissa tra gruppi di giovani appartenenti a clan rivali solo per un pestone su un paio di snickers firmate: dalle indagini della Squadra Mobile emerse che vennero sparati diversi colpi di pistola, alcuni finiti in un’auto parcheggiata, e uno, fatale, nel petto della vittima, il soggetto venne caricato in auto e fatto scappare dai suoi amici che poi avrebbero anche fatto sparire l’arma usata per il delitto.

«Condividere i fini ed agevolare l’associazione – dice l’avvocato legale della famiglia – vuol dire anche assumersi il rischio delle conseguenze ed in questi termini abbiamo basato la richiesta di risarcimento». (Fonte: Ansa)

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