Giustizia: a Napoli convegno Unicost su magistrati e media

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Nell’ambito del convegno promosso dall’associazione di magistrati Unicost intitolato “Dialoghi sull’indipendenza del magistrato. Interpretazione della legge, social media, manifestazione del pensiero” svoltosi a Napoli, presso la Biblioteca De Marsico di Castel Capuano, magistrati, avvocati, esperti, professori hanno discusso dei rapporti fra l’ordine giudiziario e nuovi media, anche alla luce dei recenti casi. Ha inquadrato la questione la presidente di Unicost Rossella Marro, che ha dichiarato: “Non è pensabile che il magistrato viva avulso dal contesto sociale e che non possa, da cittadino, partecipare al dibattito pubblico”, anche attraverso l’associazionismo giudiziario, che è palestra di riflessione culturale. Tuttavia, il magistrato – prosegue Marro -, “deve esprimersi con sobrietà”, ispirandosi ai “criteri di equilibrio, dignità e misura”.

La Presidente entra poi nel vivo delle polemiche portate all’attenzione dai mass media: “Abbiamo assistito ad attività di dossieraggio nei confronti di giudici”, “si scava nel passato fino a recuperare fotografie o video di partecipazioni ai tempi del liceo”, “si scandaglia la vita personale del magistrato e dei familiari”. “Si manifesta fastidio nei confronti dell’attività di interpretazione costituzionalmente orientata, come se l’attività di interpretazione della legge nell’ambito del più ampio contesto dei principi costituzionali e comunitari sia da bollare come attività eversiva e non come espressione dei più alti principi di una democrazia matura”, rincara la Presidente Unicost. “Siamo consapevoli dei rischi di una interpretazione creatrice fondata su visioni culturali”, così come quelli di “una interpretazione formalistica”, ma “è molto pericoloso l’attacco che si muove ad un provvedimento attraverso l’attacco strumentale di chi lo ha emesso”, dimenticando che la magistratura è formata da professionisti “selezionati attraverso un rigoroso e severo concorso pubblico”, conclude Marro.

Nell’ambito dei saluti, sono intervenuti ancora Eugenio Forgillo, Presidente Corte di Appello di Napoli; Antonio Gialanella, Procuratore Generale di Napoli; Titti Troianiello, Presidente Coa di Napoli; Patrizia Intonti Presidente Cda Biblioteca De Marsico; Giovanni de Angelis, della Segreteria distrettuale di Unicost e Valentina Ricchezza, Segretaria Centro Studi Nino Abbate, che ha ammonito sui rischi della “giustizia logaritmica” ragionando sulla necessità di “promuovere una prospettiva antropocentrica del progresso tecnologico”, pur sottolineando l’importanza dell’intelligenza artificiale nel processo, come strumento a sostegno del giudice e che non lo sostituisca.

È proseguita la giornata con la tavola rotonda, moderata da Antonella Ciriello – vicepresidente del Comitato direttivo della Scuola Superiore della Magistratura, che ha ricordato come Castel Capuano, luogo secolare di storia della giustizia, sia divenuto ora sede della Scuola, scelta molto apprezzata anche dal Capo di Stato che l’ha inaugurata il 15 maggio 2023 -, e da Antonio Balsamo, Direttore del Centro Studi Nino Abbate – che ha notato come “presidiare internet è come presidiare il territorio”, rispetto alla subcultura mafiosa che sui social può prosperare e corrompere le giovani generazioni.

La tavola rotonda è iniziata con Andrea Longo, Professore di Diritto Costituzionale, che ha riflettuto sul fatto che “l’imparzialità non esiste”, e “ognuno muove dai suoi valori”. “L’imparzialità, direbbe un formalista, è il testo. Quale testo? Legge, Costituzione, Cedu, diritto europeo?”, chiosa il professore. “Io sono un giusrealista. La forma non è sufficiente, perché il linguaggio è insufficiente. La filosofia del linguaggio dimostra che c’è sempre vaghezza e ambivalenza. Il magistrato deve scegliere, e lì entra in gioco il suo giudizio di valore”. “Dichiarare i propri valori” è la linea di pensiero di Max Weber, annota Longo, che affida al pubblico un paradosso: “Però questo il magistrato non lo può fare”, come impone la riflessione sull’obbligo di “apparire” anche imparziali. Giuliano Scarselli, Professore di Diritto Processuale Civile, ha successivamente rilevato come “la separazione delle carriere porta il rischio della gerarchizzazione della magistratura, con l’abolizione dell’articolo 107, terzo comma”. Nel suo intervento, Raffaele Sabato, Giudice della Corte europea dei diritti dell’Uomo ha infine ricordato la rilevanza internazionale degli argomenti oggetto del dibattito.

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