Napoli, da venerdì a domenica in scena “Settantuno”

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 Dall’1 al 3 marzo al Tram di Napoli è in scena Settantuno, con Nello Provenzano, regia di Riccardo Pisani, una drammaturgia collettiva con la partecipazione dei più feroci leoni da tastiera. ‘Settantuno’ è uno spettacolo provocatorio, spregiudicato e grottesco nato da una lunga ricerca sui fascismi online dove lo spettatore viene catapultato in un mondo brutto, violento ma tristemente reale. In scena Flaviano, un maschio bianco di quarant’anni che conduce una vita all’insegna dell’odio. Lui racconta e si racconta dal suo punto di vista ma i suoi tentativi di ostentare ragione e coerenza non fanno altro che palesarne la pochezza umana. Flaviano si nutre dell’odio e della violenza che ogni giorno attraversa il mondo e i suoi eroi, i suoi punti di riferimento sono tutti coloro che agiscono in nome degli “ideali” in cui si riflette.

Ma Flaviano non è uomo d’azione, bensì uno dei tanti insospettabili che quotidianamente conduce una vita apparentemente normale e abitudinaria. Per ‘Settantuno’ (il riferimento, naturalmente, è da ricercarsi nella smorfia napoletana) Riccardo Pisani e Nello Provenzano hanno concentrato le proprie ricerche sul web, raccogliendo moltissimo materiale che è diventato l’ossatura stessa del testo con tematiche che spaziano dal razzismo all’omofobia, alla misoginia e a ogni forma di feroce intolleranza. Il testo stesso dello spettacolo è quasi interamente figlio dei tanti post e commenti (reali) che con la loro banalità e i loro luoghi comuni inquinano il presente. Lo spettacolo affronta la tematica del fascismo in tutte le sue declinazioni e rispecchia la banalità del male. In scena il protagonista delinea una doppia personalità: in casa è spavaldo e aggressivo, arrivando a sfogare le proprie frustrazioni sulla madre, mentre al di fuori del suo spazio sicuro, diventa un personaggio anonimo e potenzialmente sottomesso. Flaviano incita all’odio e lo fa online (con delle proiezioni) dove è mascherato, cosa che ne rafforza l’aspetto di codardia e incita i suoi followers a farsi giustizia da soli (in stile picchiatori). Il finale è un crescendo delirante, dove in un ultimo sforzo Flaviano si fa carico di un atto estremo e ripugnante.

«Il nostro lavoro parte da una ricerca sui fascismi online, un fenomeno in preoccupante crescita e sempre più tangibile – spiega Riccardo Pisani -. Ci siamo resi conto che sempre più persone, spesso i più insospettabili, riversano in rete il proprio odio, rancore e frustrazione con post, commenti e considerazioni così crudeli e agghiaccianti, da farci interrogare sulla reale natura del mondo che ci circonda. Lo sviluppo di internet e dei social media è stato il catalizzatore di tutte queste istanze ed è proprio sul web che si è concentrata la nostra ricerca. Ovviamente, ribaltando il punto di vista narrativo, mettendo in scena il carnefice e non la vittima, abbiamo scelto di operare una vera e propria provocazione, dalla quale però prendiamo le distanze con un messaggio registrato rivolto al pubblico all’inizio dello spettacolo e che introduce alla brutalità dei contenuti».

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