Al Maradona il Napoli ritrovato asfalta una Juve dispersa

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Che Napoli – Juventus non sia mai una partita normale lo sanno anche i bambini. Ma chi avrebbe scommesso un mese fa su una vittoria degli azzurri contro i bianconeri?
La serata del Diego Armando Maradona riconferma il trend positivo fatto intravedere lo scorso mercoledì contro il Sassuolo che, sconfitto anche oggi, certamente non poteva rappresentare un banco di prova attendibile per certificare una lungamente attesa inversione di tendenza.

Una partita dura, senza quartiere, che la Juve affronta con il consueto ricorso ai falli da cartellino, e ne becca tre in dodici minuti circa, ma il Napoli dimostra di aver ritrovato fiducia nei propri mezzi e nei propri uomini, grazie alla panchina Calzona che non pretende di inventare niente se non riportare i campioni d’Italia a giocare come sanno.
E la cura funziona, come certi antichi medicamenti, meglio dei roboanti medicinali contrabbandati per rimedi infallibili.

E’ la sera di Kwara e Raspadori, il primo che ritrova posizione, forma e gol, continuando a meravigliare con finte e dribbling da magico folletto, il secondo che, correggendo l’errore di Osimen dal dischetto, riporta gli azzurri nel meritatissimo vantaggio come certifica un possesso palla del 71% contro un Juve inconsistente e mal messa in campo dal miracolato Max Allegri.

La stampa di regime, ovviamente, parla di rigorino per il Napoli (ma ne dimentica uno gigantesco non visto), e di migliore Juve della stagione: “Volete così…”, avrebbe detto Totò.
Contenti voi, ok. A noi, piace invece immaginare che nello stadio intitolato al dio (bambino) del calcio la negazione dello stesso venga punita, appunto, dalla giustizia “divina”.
Alla prossima.

g.g.

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