Da domani, giovedì 21 marzo, sarà nelle sale cinematografiche “Sopravvissuti”, film che segna l’esordio del giovane regista Guillaume Renusson, presentato in anteprima alla stampa nella scorsa settimana.
Il Western-Thriller, come lo ha definito il regista nella conferenza stampa successiva alla proiezione, realizzato con il patrocinio di Amnesty International in collaborazione con Emergency e Open Arms, racconta la storia di Samuel il quale, dopo aver perso la moglie in un incidente, va a isolarsi nel suo chalet nel cuore delle Alpi italiane. Finché una notte una giovane donna, migrante alla ricerca del marito dal quale è stata separata a viva forza, si rifugia in casa sua, intrappolata dalla neve, dopo un disperato tentativo di raggiungere la Francia.
Superate le sue perplessità e il momento, Samuel decide di aiutarla, e si immerge con lei tra le nevi e i pericoli delle montagne frontaliere, spinto da un forte istinto di solidarietà che lo guiderà tra mille situazioni di violenza e pericoli, senza mai abbandonare la causa della donna che il destino gli ha portato nella notte.
Distribuito da No.Mad Entertainment, e vincitore della XXI edizione del Rome Independent Film Festival, il lavoro cinematografico vede protagonista la star Denis Ménochet (As Bestas, Peter Van Kant, L’affido), assieme a Zar Amir Ebrahimi (Holy Spider, Shayda) e Victoire Du Bois (Petites, Chiamami col tuo nome), affiancati da Luca Terracciano e Oscar Copp, convincendo pubblico e critica francese grazie al mix di generi al servizio di un messaggio umano e politico.
Appassionante e travolgente, a tratti gratuitamente violento, potrebbe rappresentare una serie di “sopravvivenze”, da quella al dolore fisico a quello mentale o politico, per il regista la storia racconta, da una parte, la ricostruzione e la guarigione di un uomo distrutto, dall’altra, di migranti che hanno lasciato tutto nella speranza di una vita migliore, attraverso il ritratto di una donna coraggiosa e determinata.
Comunque la si pensi, sicuramente da vedere.
GINO GIAMMARINO
