Napoli. Addio a Mario Talarico, i suoi ombrelli amati anche da Re Carlo

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Si è spento, all’età di 92 anni, Mario Talarico, decano degli artigiani partenopei. La sua vita l’ha trascorsa nella bottega di famiglia nel centro storico di Napoli, dove si realizzano ombrelli dal 1860. E l’attività va avanti da ben cinque generazioni, prima nel punto vendita in via Chiaia, poi in via Roma e in via Sergente Maggiore, dove venivano realizzati ombrelli, parasole, bastoni da passeggio e ventagli. Laboratorio e negozio si spostano infine in vico Due Porte a Toledo 4/B, attuale sede della “Mario Talarico Since 1860”. L’annuncio della morte è stato diffuso dalla famiglia, in particolare dal nipote di Talarico, Mario, omonimo del noto artigiano: “Purtroppo questa mattina zio Mario è volato in cielo. Ciao zio Mario, ti prometto che non ti deluderò e che sarai fiero di me come io lo sono di te. Mi hai insegnato tanto e io te ne sarò sempre grato e riconoscente”.

Le creazioni artigianali e uniche di Talarico sono diventate un simbolo della città, apprezzatissime anche da vip e turisti. Nella galleria di immagini dei volti noti che hanno acquistato o ricevuto in dono un ombrello realizzato nella bottega sono raffigurati Re Carlo d’Inghilterra, Totò e Eduardo, che lo utilizza in Natale in casa Cupiello, ma anche Donna D’Errico, la celebre Donna Marco di Baywatch. D’altra parte, la famiglia Talarico ha scelto tra gli slogan del suo brand “La pioggia diventa Champagne” e “Un ombrello è per sempre”.

Se, infatti, un prodotto artigianale si dovesse rompere artigianalmente, non si butta via, perché in negozio è possibile ripararlo. Oggi Talarico esporta ombrelli in tutto il mondo, che sono stati prodotti anche per papa Francesco, un successo scandito dal Gran premio internazionale del Leone d’oro di Venezia, riconoscimento per meriti professionali conseguito nel 2022. Un mestiere ‘di famiglia’, tramandato a Mario Talarico jr., che ha lavorato per attualizzare il marketing di prodotti storici, amatissimi e unici.

Una strategia che ha permesso al negozio di superare qualsiasi crisi, e di restare aperto ogni giorno da centosessant’anni, tranne oggi, con la bottega ‘chiusa per lutto’.

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