Confisca da 4 milioni per imprenditore del clan dei Casalesi

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Beni per quattro milioni di euro sono stati confiscati dai militari del nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli ad un imprenditore di Casapesenna (Caserta) legato alla fazione del clan dei casalesi capeggiata dall’ex boss.

I finanzieri hanno notificato a Licenza un provvedimento della sezione per l’applicazione delle misure di prevenzione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere emesso dopo la conferma da parte della Corte di Cassazione: i sigilli, hanno riguardato cinque società, dodici autoveicoli, due natanti, nove rapporti finanziari, cinque immobili e sette terreni.

L’imprenditore era già stato condannato, con rito abbreviato, alla pena di anni sei di reclusione per il reato di associazione mafiosa nell’ambito di un procedimento penale della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea.

Dalle indagini era emerso che, come altri imprenditori, facendo leva sui legami con l’ex boss nella pubblica amministrazione, si era aggiudicato commesse per lavori pubblici a fronte dei qual versava una percentuale del 5% dell’importo degli appalti come corrispettivo della mediazione dell’ex boss con i clan delle località dove i lavori dovevano essere realizzati.

Inoltre, all’ex boss e ai suoi familiari versava anche un surplus.
    Gli accertamenti economico-patrimoniali del Gico della Guardia di Finanza di Napoli hanno fatto emergere importanti incongruenze, in un lunghissimo arco temporale che va dal 1997 al 2015, tra il valore dei beni nella disponibilità di Licenza e del suo nucleo familiare e i redditi dichiarati o le attività economiche svolte.

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