Napoli: rapina da 450mila euro a rappresentante di gioielli, due arresti

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Rapina da 450mila euro ai danni di un rappresentante di gioielli: in manette padre e figlio. La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura (procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli, sostituto Maurizio Giordano) nei confronti di D.P.L. e D.P.A., entrambi napoletani, rispettivamente padre e figlio, di 65 e 47 anni, gravemente indiziati di rapina aggravata, commessa a Napoli, mediante l’utilizzo di una pistola ai danni di un rappresentante di oggetti preziosi, asportando uno zaino contenente smeraldi e brillanti per un valore commerciale pari a circa 450mila euro oltre a quasi 10mila in denaro contante. L’11 aprile scorso, a bordo di uno scooter condotto da D.P.L., i due si sarebbero avvicinati all’autovettura della vittima ferma ad un semaforo in via Marchese Campodisola e D.P.A., dopo aver infranto il finestrino del veicolo, avrebbe puntato l’arma al torace sfilando lo zaino che portava a tracolla, dandosi poi alla fuga percorrendo via Cristoforo Colombo contromano.

L’intera azione è durata pochissimo secondi. Lo zaino con una parte della refurtiva è stato ritrovato, poco dopo, all’interno di un contenitore dei rifiuti in via Medina. Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Napoli e coordinate dalla Procura partenopea, sono state svolte mediante l’analisi dei filmati estratti dai sistemi di videosorveglianza pubblici e private, l’analisi dei tabulati telefonici e del traffico di celle, nonché da attività di intercettazione. Sono state svolte, altresì, perquisizioni personali e locali delegate dal Pubblico Ministero, con l’ausilio dei Commissariati Decumani e San Giovanni e del Reparto Prevenzione Crimine Campania, a carico di D.P.L. e D.P.A. nonché di altri 5 uomini sospettati di aver agevolato l’occultamento dell’ingente refurtiva. All’esito sono stati rinvenuti denaro contante, oggetti preziosi, ritenuti provento di reato, ed un documento d’identità falso, che sono stati sottoposti a sequestro.

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