FARE FINTA DI NIENTE

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Accade di tutto, ma le fonti ufficiali non registrano nulla. Asservita la scienza al potere, ad essa ha fatto buona compagnia la informazione che continua a disinformare coinvolgendo in questa decisione   gran  parte della sua struttura operativa, avendo scelto  la via della decadenza. Due strutture portanti su cui poggiano i principi di civiltà e di evoluzione di una società progredita. Se entrambi i servizi non decideranno di recuperare l’indipendenza che spetta loro, sarà inevitabile che nascano nuove aggregazioni in grado di sostituire la pochezza di quelle ufficiali, ormai defunte. 

I primi segnali sono numerosi e di chiara interpretazione. La scarsa partecipazione alle consultazioni elettorali, favorisce la nomina dei primi cittadini con meno del trenta per cento degli aventi diritto al voto. La stessa platea di assenti prima o poi dovrà decidere di sostituire gli enti governativi e le strutture dello Stato Nazionale e Regionale che non esercitano il loro potere e non assolvono le loro funzioni, con strutture alternative costruite dal popolo, al servizio del popolo, controllate dal popolo. Prima che il popolo soccomba.  La Giustizia, soprattutto, si affretti a recuperare la bontà del significato che viene attribuito al suo nome, per non vanificare la lotta che in difesa della sua indipendenza, dice di combattere.

Anch’essa non dimentichi di essere parte di uno Stato!  Non è difficile accorgersi che buona parte della informazione è affidata a personaggi proni in costante operazione di umettamento del percorso che compiono i loro protettori, in buona   parte ignari delle diverse possibili variabili che un verbo può assumere, avendoli privati dei tempi e dei modi di appartenenza. Molti fra loro, preparati e di grande competenza sono stati messi da parte. Accade così che si continua a dover constatare il rispetto delle leggi cui è tenuta una comunità civile, privata degli ingredienti essenziali che la sostengono: etica e autonomia professionale. Il liberalismo da tanti sciorinato e conquistato a fatica ha ceduto il passo al pensiero unico e al comportamento obbligato.

Imposto, restrittivo della individualità che ha reso unico l’essere umano, privandolo della libertà e dei diritti inviolabili che spettano ai residenti, sotterrati dalla globalizzazione non solo culturale. In questo scenario singolare, ancora più evidente appare la latitanza  di uno Stato che ha smesso di rappresentare i propri cittadini. Al contrario  ha deciso di imporre loro  la somministrazione di sostanze non innocue definiti vaccini, non riconoscendo le cause di morte e di reazioni avverse ad essi collegate. Si fa finta di nulla! Come si è fatto finta di nulla nel dover constatare la diversità di informazione che ha caratterizzato il periodo Covid e quello cosi detto vaccinale e post vaccinale. Durante la così detta pandemia, era quotidiana la litania che televisioni e giornali somministravano elencando il numero di morti. Lo stesso comportamento non si è registrato durante e dopo la somministrazione dei cosi detti vaccini. Silenzio tombale su quello che accadeva  e che sta tuttora accadendo.

Parola d’ordine far finta di nulla! In sordina continuano ad emanare decreti legge, silenziati dalla mancata informazione, che cascano improvvisi sulla stralunata aggregazione di cittadini costretti ed esterrefatti, loro malgrado, a prenderne atto. Ormai fanno cosi, facendo finta di nulla! La Camera ha approvato il testo sulla “Disposizione in materia di morte volontaria medicalmente assistita” che viaggia con velocità verso l’approvazione del Senato. Un silenzio mai percepito da parte delle istituzioni religiose, si accompagna alla approvazione di questa legge. In ossequio alla celebrazione dell’inno alla morte,  osannato da devastati mentali che vogliono sostituire  all’inno alla vita, per il quale ci siamo sempre battuti e mai smetteremo di farlo.  Se non ci saranno serie iniziative, tutto rischia di finire così come è iniziato. Facendo finta di nulla.

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