COME IN ALTO, COSI’ IN BASSO

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In queste ore sta prendendo piede sui social una curiosa analogia: Spalletti come Biden. Esattamente come al presidente USA, dopo una performance deludente, viene chiesto a gran voce di dimettersi, così oggi a Luciano Spalletti, dopo la figura pietosa fatta agli europei dalla nostra nazionale, viene chiesto di andarsene a casa.

Ed esattamente come Biden, che ha detto “no, io rimango”, ora anche Spalletti dice “responsabilità mia, ma vado avanti”. Non lo trovate fantastico? Da una parte un presidente degli Stati Uniti, ormai bollito e chiaramente incapace di comandare, che si interstardisce a restare comunque allla guida della nazione, dall’altra un tecnico che riesce ad ammettere, nella stessa frase, che la responsabilità della figuraccia è sua, ma che lui resta comunque a guidare la nazionale. Come se le due cose non fossero minimamente collegate.

Ovviamente la riflessione qui non è di tipo calcistico (doveva giocare Georginho al posto di Fagioli) ma riguarda l’attaccamento al potere degli esseri umani. Individui che arrivano ai vertici con grande fatica, e che una volta arrivati non vogliono più mollare, anche se la realtà ti dice in faccia che dovresti umilmente tornartene a casa.

Proprio nel momento di rappresentare un’intera nazione – sia a livello politico che a semplice livello sportivo – l’egocentrismo e l’amore per i privilegi del singolo prevalgono sull’interesse collettivo.

Eppure ci dicono che quella occidentale sia la migliore società possibile. Mah, sarà.

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