Meridionalismo e petrolio

È stupefacente che i tanti meridionalisti appassionati oltre ogni dire della storia come dei destini delle Terre che vanno dal Volturno e Tronto fino al mare, non si chiedano quanto fosse il tesoro custodito nei conti della Banca Popolare di Bari che sono stati incorporati nella nuova banca oggi posseduta per quasi il 100% dal Governo italiano. Altresì quei patrioti del sud non chiedono alle burocrazie romane quanto petrolio lucano sia stato estratto dalle viscere della nostra Terra e chi ci garantisce che questo dato sia vero.

Già immediatamente dopo la unificazione d’Italia si cercò di quantificare il “contributo” -anche se involontario- delle casse del Regno delle due Sicilie alle casse nazionali e si scoprì che l’Italia unita è stata letteralmente finanziata -anche se senza contropartita e contro la volontà dei meridionali- dall’oro meridionale; non vogliamo però accorgerci che questo nostro contributo continua, forzatamente, oggi come allora attraverso l’utilizzazione delle nostre risorse (come il petrolio ma anche tutto il nostro risparmio, le energie rinnovabili,…) che producono profitti per le imprese petrolifere non meridionali e gettito faraonico per le casse dello stato nazionale.

Ovviamente non solo petrolio ma quest’ultimo è un paradigma importante per la valutazione della nostra classe politica e dei nostri patrioti meridionali che non si “ricordano” neanche di documentarsi sulla quantità di petrolio che ci è stata sottratta. Anche i politici meridionali tra i quali recentemente un pugliese Presidente del Consiglio e un napoletano ministro degli esteri non hanno saputo porre la questione. E cosa dire di Grillo che pur non meridionale voleva cambiare tutto e avrebbe potuto farlo semplicemente ponendo la questione energia? Siamo i secondi produttori di petrolio d’Europa dopo la Norvegia che è da sempre una nazione poverissima e che oggi non lo è più e vanta il Fondo sovrano più grande del mondo messo assieme grazie agli incassi della vendita del loro petrolio e dalla oculata gestione di quel Fondo.

Noi invece non soltanto non abbiamo più il petrolio sotto i nostri piedi ma continuiamo a inanellare record nell’ammontare dei nostri debiti. Ma se la cosa non stupisce molto, vista la proverbiale stupidità della nostra politica nazionale, non può essere tollerata la incoscienza dei meridionalisti che, instupiditi dalla diatriba sulla autonomia differenziata, non si chiedono almeno di sapere quanti miliardi di euro di petrolio avevamo sotto i nostri piedi e avremmo potuto consegnare ai nostri figli e adesso non abbiamo più……e non abbiamo neanche i soldi relativi!!!

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