La Coldiretti estende la sua mobilitazione contro l’invasione dei cinghiali anche al Veneto e alla Campania. Gli agricoltori di queste due regioni scenderanno in piazza per chiedere alle autorità di intervenire per contrastare la proliferazione di questi animali selvatici che stanno causando ingenti danni alle colture. Giovedì 25 luglio, migliaia di agricoltori veneti si riuniranno a Mestre, in via Torino, a partire dalle ore 9. La manifestazione sarà un’occasione per denunciare i danni causati dai cinghiali alle colture e per chiedere alle istituzioni di adottare misure concrete per risolvere il problema.
La richiesta è quella di far approvare un Piano straordinario per la gestione e il contenimento della fauna selvatica. Le manifestazioni in Campania e Veneto seguono quelle organizzate la scorsa settimana nelle Marche, dove ad Ancona hanno sfilato oltre duemila agricoltori, “incassando” dalla Regione la delibera richiesta, e in Friuli Venezia Giulia dove in millecinquecento si sono radunati a Trieste. Da diverse regioni sono intanto arrivate le risposte attese con l’adozione delle delibere per l’adozione dei piani straordinari, come previsto dal decreto interministeriale approvato lo scorso anno e sostenuto da Coldiretti. I provvedimenti sono stati varati da Umbria, Puglia, Toscana, Lazio, Emilia Romagna, Calabria e Marche. Ma impegni ad adottare le misure richieste sono arrivati anche dalla maggior parte delle amministrazioni. Coldiretti vigilerà affinché vengano rispettati. Ogni anno i cinghiali costano all’agricoltura italiana circa 200 milioni tra danni diretti e indiretti, con 2,3 milioni di animali selvatici lasciati liberi di scorrazzare nelle campagne. Una pressione anche sulle strade dove nel 2023 si sono registrati 170 incidenti stradali con morti e feriti causati dagli animali selvatici, secondo l’analisi Coldiretti su dati Asaps, in aumento dell’8% rispetto all’anno precedente.
Ma in pericolo ci sono anche gli allevamenti suinicoli, dai quali nascono le specialità della norcineria nazionale. I cinghiali, denuncia la Coldiretti, sono i principali diffusori della peste suina africana che, pur essendo innocua per l’uomo, minaccia la sopravvivenza delle aziende. Secondo le attuali regole, basta un cinghiale malato rinvenuto a chilometri di distanza da una stalla per far scattare la decisione di abbattere migliaia di maiali perfettamente sani.
