Le dichiarazioni di Trump e di Vance sull’intento di chiudere l’era “bideniana”delle guerre, la disfatta del malandato Presidente in carica e i tentativi drammatici e disperati di turare la falla del fallito attentato (di Stato?) in Pennsylvania, non mancheranno di avere effetti rilevanti anche sulla vita politica europea, che non cincischierà più tra misure pseudo-pauperistiche di sussidi, redditi, bonus, flat-tax per poco abbienti, ma avrà come tema centrale “la guerra”.
La domanda sarà: “Morire per Zelensky e Netanyahu”, secondo la dottrina Biden (con Wall Street, City, CIA ed MI6) o “Europa first” (Make Europa great again) secondo la dottrina Trump?
Qualche segno favorevole al secondo corno dell’alternativa l’ha già data la cosiddetta “regina del voltafaccia”, nota ormai non solo in Italia ma anche in America e in Europa.
Infatti: dopo i baci sulla fronte ricevuti aWashington, come una “nipotina che ha meritato un buon voto a scuola” e dopo il mancato voto alla Von der Layen, l’indiscussa leader del “girellismo” (ormai non più solo italiano ma anche “europeo”) ha lanciato segnali al ruvido Trump, sperando almeno di ricevere una virile pacca sulla spalla.
Ma quale che sarà la risposta Trumpiana, la “pulzella della Garbatella”, passata nell’immaginario collettivo come l’eroina che imbraccia l’ascia di guerra (e che evita solo per scansare rogne mussoliniane di mostrarsi con un pugnale tra i denti) avrà serie difficoltà a trasformarsi in “pacifista” ; e ciò, anche con l’aiuto del mansueto Tajani che fa di tutto per non farsi notare ma che non riesce ad evitare di figurare nella lista di quelli che hanno votato per le “bellicosa” Ursula Von Der Layen, “bideniana di ferro”.
L’incognita per la Presidente sarà Salvini, “Trumpiano ante-marcia” che in Agosto quasi sempre si risveglia dal suo consueto torpore; e, naturalmente, la Sinistra che sembra essersi “concessa”, dal momento di un famoso viaggio di un suo leader a Washington e a New York, agli USA ma non al titolare della loro Presidenza.
I dati ufficiali comunicati dai nostri govenanti dicono che in Italia i favorevoli alla guerra sono il 70% e i contrariil 30%. L’aumento cosiderevole degli astenuti al voto (aderenti a un inesistente maggior partito italiano) non sembra confortare questo dato.
Domanda finale: Siamo certi che il prossimo sondaggio pilotato dal governo Meloni non sovvertirà le cifre predette se a vincere in America sara Trump?
