Tajani versus Salvini

Tajani dice che lui in Europa è influente mentre i patrioti della Lega no. Si riferisce alla rovente polemica sul voto alla inossidabile Ursula alla presidenza della Commissione europea. Cioè per il Presidente di Forza Italia stare dalla parte del vincente è, di per se, cosa buona e quindi forse anche furba! Usualmente in Italia la politica è proprio questo ad ogni livello…si dice anche nei bar di periferia che ci si candida per una poltrona e non certo per una idea, e una volta ottenuta quella poltrona non la si lascia mai. Dall’altro lato la Lega che pure non ha mai brillato in fatto di idee, trova imbarazzante che mentre la gente va dalla parte inversa a quella dove sta la Von der Leyen, Forza Italia insiste a sostenere questo schieramento. Forse Berlusconi non avrebbe fatto quello che ha fatto Tajani ma è certo che la squadra governativa italiana sta in mezzo al guado. Pur cosciente dell’esito elettorale contrario alla continuità, riconosciuto anche per bocca della premier, ancora non trova unità che pure dovrebbe essere ovvia. Ai ragionamenti geometrici su chi è più a centro e chi più a destra o sinistra si deve cercare di sostituire una nuova identità programmatica non solo in Europa ma anche in Italia.

 Ma se da sempre la regola della poltrona ha dominato come vuoi che sappiano che politica fare???

 Per fare un esempio elementare: il disastro informatico di questi giorni suggerisce (in caso di guerra più vicina cosa sarebbe successo?) di prendere le distanze da subito dalle idee della tecnoburocrazia europea che continua a credere nella tecnologia come soluzione di tutti i guai che ci affliggono e che non si sa come affrontare. La stessa cosa troviamo nella politica agricola e alimentare, ancor peggio è da dire sulla questione finanziaria,..tutto è miseramente impantanato nella replica del dejà vu ormai da decenni pur vedendo che il sistema nel suo complesso sta andando a sbattere. Non v’è angolino di politica che non abbia bisogno di essere ripensato.

 Neanche chiara -e non secondaria- è la questione delle guerre che non solo non accennano a risolvere nulla ma stanno evidentemente allargandosi dimostrando che con la forza non si risolve nulla. Anche in questo serve uscire dalla dicotomia attuale e trovare una exit strategy che forse è sotto il nostro naso ma è come se nessuno la volesse trovare; è un po’ come se si sappia che non è certa la vittoria sul campo da nessuna parte ma si continua senza badare alle conseguenze (specie per i paesi finanziariamente più deboli come il nostro) di un confronto armato ormai privo di possibile sbocco.

 Ancor peggio è da dire della questione ambientale: da qualche giorno scienziati di diversa provenienza hanno affermato, che le polveri sottili sono cosa buona per rallentare il riscaldamento del pianeta….cioè, secondo loro, se riduciamo questo micidiale inquinamento riscaldiamo ancora di più l’atmosfera…e quindi gli altri scienziati che a tutt’oggi non asserivano questo non avevano capito bene il fenomeno?!?!?! La credibilità di questi scienziati è veramente sotto le scarpe.

 Sono piccoli (ma non tanto) esempi di come lo schema delle sinistre rappresentate dalla Ursula fa acqua da tutte le parti e la gente se ne è accorta e ancora esiste la maggioranza Ursula in quanto non abbiamo una idea alternativa.

 In questo disastro la diatriba di occupare o no alcune poltrone è veramente cosa da periferia di un paese disabitato… non certo argomento da statisti.

 Che Dio ce la mandi buona in mano a questi qua…  

 

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