“Per apparare (mettere a posto, ndr) questa questione ci vuole un milione di euro, già un paio di giorni fa tuo padre doveva essere ucciso, ma siamo riusciti ad apparare la questione”.
E’ quanto si è sentito dire il figlio della vittima dell’estorsione tentata, da un milione di euro, dal capo del clan Fontanella, approcciato in più occasioni per costringere il padre, noto imprenditore, consigliere comunale e suocero del sindaco di Sant’Antonio Abate (Napoli).
Stando a quanto si apprende, in più occasioni, all’inizio del mese di luglio, la camorra di Sant’Antonio Abate ha cercato di farsi consegnare i soldi dalla vittima.
L’imprenditore – che è claudicante – è stato avvicinato la prima volta mentre era in auto, in attesa della moglie la quale, nel frattempo si era andata a prendere un caffè al bar. Poi si sono susseguiti altri approcci, tutti dello stesso tenore, che la vittima ha sempre cercato di eludere.
Di recente, l’altro storico boss dell’omonimo cartello camorristico è stato condannato in primo grado a 10 anni per estorsione: scarcerato nel 2018, aveva rifondato il clan disciolto definitivamente a inizio anni 2000 grazie a con gli ultimi arresti delle forze di polizia e della magistratura. (Fonte: Ansa)
