La Francia fuori dalla Ue

Non abbiamo e non vogliamo dedicare il nostro tempo a visionare le prodezze estetiche dei registi francesi intenti a rappresentare la supposta neo mentalità francese profittando delle olimpiadi. La grandeur che si tocca con mano nella torre Eiffel o nell’Arco di Trionfo o nella reggia di Versailles ecc. ecc. oggi la troviamo in queste prodezze (vogliamo sottolineare questa parola) che vorrebbero rappresentare quello in cui questi registi credono essere il futuro del mondo che così intendono preconizzare, edificare e guidare. Orgogliosi di essere una minoranza “avanzata”.
 
Una stupidaggine come poche altre nella Storia.
 
Invece abbiamo dovuto leggere e sentire i commenti a tanto ardimento che sono tanti e tutti avversi. Certo, si sa, lo spettacolo è sempre un pò oltre o fuori le righe; i toni si accentuano e si estremizzano per rappresentare una realtà fantasiosa ma collegata in qualche modo con la realtà, ma nel nostro caso in pochissimi si sono ritrovati in quelle rappresentazioni. Se la Francia è quella; se il modello di vita che loro propongono alla Francia e all’Europa è quello; se il futuro che loro promettono di edificare è quello; è evidente che nessuno è con loro e la Francia di Macron in questo modo si chiama fuori dal consesso internazionale e segnatamente fuori dall’Europa. Un cittadino di Altamura come di Rieti, di Carcassonne come di Maastricht, -cioè i cittadini europei “veri” e non coinvolti con organizzazioni sovranazionali o istituzionali che imperversano nelle metropoli- certamente guarda a questi azzardi come a estremizzazioni folli; un po’ come si guardano i fuochi d’artificio ed esattamente come il giacobinismo dei libri di scuola era visto e si è rivelato essere e non ha mai costituito niente di più che un eccesso.
 
Non possiamo pensare che Macron non sapesse che queste “fughe in avanti” come lui ritiene che siano (per noi sono solo follie di una minoranza malata) non costituissero una provocazione e un modo per isolarsi culturalmente dalla maggioranza che peraltro recentemente gli ha voltato le spalle (e non solo a lui) in modo estremamente chiaro. Cioè perché lo ha fatto? A chi doveva piacere questa esibizione? Il messaggio a chi era destinato? O, per ulteriormente azzardare una ipotesi: chi lo ha ispirato? Cosa vuole veramente dato che non possiamo credere che sia suo interesse modificare il nostro personale sistema di valori?
 
È cioè evidente che da un lato c’è la maggioranza -conservatrice, in vari modi ma sostanzialmente conservatrice- e dall’altro “loro” ispirati dalla modernità che ritengono essere il nostro futuro che “loro” scelgono per noi perché “loro” ne sanno più di noi di quello che è il nostro bene. Ma questo “loro” chi sono? Le Università? Non credo: i discorsi di questi personaggi universitari non vengono ascoltati da nessuno se non dai loro amici; si preferisce un bel giallo o una fantasia folle come Harry Potter a discorsi scollati dalla realtà che vengono contrabbandati per reali e realizzabili. I politici? Non sono in grado di capire cose molto più elementari figuriamoci se si avventurano in discorsi peraltro che non pagano elettoralmente se non presso le solite minoranze; peraltro scegliere un palcoscenico che si rivolge ad un pubblico così vasto ha un preciso significato: la Francia -o, meglio, questa minoranza rumorosa francese- si candida ad essere modello del prossimo modo di vedere le cose…niente meno che per il mondo intero. E qualcuno si è avventurato a confermare questa disamina sostenendo che chi non è felice di tali rappresentazioni è arretrato mentre loro sarebbero proiettati nel futuro!!! Senza neanche ipotizzare un dialogo!!! E lo dicono scopertamente evidentemente certi dell’appoggio di quelli che loro ritengono essere i maitre à penser del mondo intero.
 
Cosa che non è certo campata in aria tant’è che molti di quelli che dovevano parlare non hanno parlato.
 
Quindi da questa brutta pagina del pensiero umano impariamo che non si devono sottovalutare queste evidenti distorsioni della mente umana; dietro di loro c’è un modo di pensare che essendo consapevole di non essere “normale” cerca di organizzarsi per prevalere sugli altri, cioè quelli che sono di più. Cosa che in altri tempi si chiamava dittatura che alle volte come l’attuale è di una minoranza sulla maggioranza.
 
Per cui una nazione che crede in questi “valori” che non sono comunemente sentiti nel resto d’Europa va accompagnata fuori dalla Unione europea che per essere unita deve avere almeno lo stesso sentire e la stessa storia e lo stesso futuro. Come in Europa non entra la Russia o la Turchia o la Cina perché hanno e non rinunciano ad avere altre radici culturali così la Francia di Macron si chiama fuori dal nostro consesso e si renda libera di fare a casa sua quello che ritiene ma che noi non intendiamo fare.
 
MARCO PRINCIPE

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