L’anno scolastico 2024/2025 è a rischio. Sarebbero infatti oltre 20.000 i posti di personale Ata che resteranno vacanti, incrementando il fenomeno del precariato.
Una triste emergenza che, qualora non venissero attuate misure straordinarie per ricoprire i posti in organico di diritto, comprometterebbe le funzionalità del servizio scolastico, e il benessere della comunità educante.
Negli istituti scolastici della Basilicata ad esempio, l’organico Ata passerà da 2528 dello scorso anno, a 2419 nel nuovo anno scolastico. Una riduzione di 109 posti.
Numeri spaventosi per poter garantire il corretto funzionamento degli istituti scolastici, ai quali si aggiungono ulteriori riduzioni suddivisi per profilo professionale.
Nella fattispecie in Lucania i collaboratori scolastici immessi in ruolo saranno 79 su una disponibilità di 227; gli assistenti amministrativi 20 su 59; gli assistenti tecnici 9 su 52; i direttori dei servizi generali ed amministrativi 3 su 6. A questo personale scolastico vanno aggiunti: su 5 collaboratori in Istituti Agrari zero immissioni; su 6 cuochi e 2 infermieri zero immissioni; su 4 addetti guardaroba 1 immesso.
Da un dossier della Uil Scuola Rua si legge: “Una politica attenta deve saper riconoscere la situazione attuale e agire di conseguenza per garantire il corretto funzionamento delle scuole e il benessere di tutta la comunità educante” e prosegue spiegando che “occorre un provvedimento straordinario per coprire tutti i posti vacanti e disponibili”.
“Un consueto copione che – aggiunge Veltri -ormai si ripropone da tempo che evidenzia le solite scelte ragionieristiche attraverso le quali si pensa di fare cassa. Sono, infatti, tutti interventi che vanno ad alimentare la situazione di precarietà e di difficoltà che vivono le scuole: migliaia di plessi con la presenza di un solo collaboratore scolastico, adempimenti di segreteria, sempre più articolati e complessi che – in tanti casi – vanno ben oltre gli obblighi stabiliti nel Contratto di Lavoro, assistenti tecnici del primo ciclo senza un profilo, che negli specifichi i compiti, che prestano servizio in più istituti. È il momento di intervenire con un piano straordinario di immissioni in ruolo su tutti i posti vacanti e disponibili e con l’ampliamento dell’organico anche al fine di rendere stabile quello aggiuntivo”.
