Se volessimo tradurre la parola “convention” in italiano dovremmo utilizzare la parola “congresso”. La memoria va al periodo democristiano quando tutti i partiti solevano organizzare congressi dai quali doveva uscire il leader e la linea politica del futuro immediato. Noi ci scandalizzavamo di fronte a tanta verbosità spesso retorica che nascondeva inconfessabili interessi e a tante correnti che a loro volta rappresentavano altrettante ambizioni. Però si discuteva e per poter parlare da quei pulpiti dovevi saperlo fare e avere qualcosa da dire; era la democrazia e l’incontro delle idee e degli interessi. Abbiamo pensato di buttare dalla finestra quelle cose e ci ritroviamo -quando ci sono degli incontri pubblici- con le “convention” che non hanno il sapore del congresso ma quello della festa. Convention che non sono solo quelle americane e che servono a santificare un candidato che già è stato scelto.
A guardare la Convention democratica dobbiamo vedere che, senza vergogna, non si decide chi sarà il futuro candidato, né altro, ma lo si presenta dando per scontato che coloro che hanno effettuato quella scelta abbiano fatto bene. I delegati che devono votare sono intervenuti sapendo che stavano lì per ratificare le altrui scelte. Su quale base è stato scelto? Slogan. Slogan ben scelti da scafate società di abbindolamento delle masse recitati da personaggi che hanno da parte loro fatto lo stesso. Colui che dicendo che certe società sono “troppo grandi per fallire” (slogan di grande effetto specie tra i multi miliardari grandi elettori delle sinistre di tutto il mondo) è sceso in campo a favore di una sua beniamina evidentemente scelta assieme ad altri della sua parte politica; con quello slogan quel Presidente ha effettuato un discrimine molto chiaro tra società (quelle grandi da una parte che non possono fallire, le altre -tutte- dall’altra) cosa che più antidemocratica non può essere, e ha posto i danari del contribuente americano a disposizione del management di quelle società “troppo grandi per fallire”.
E in che senso sarebbero troppo grandi? Nel senso che se fallissero nessuno saprebbe metterci una pezza. Ma chi ha inventato e che per primo ha pensato di salvare le società grandi con tanta prodigalità? Mussolini, che nel ventennio salvò molte imprese troppo grandi per fallire… ma, almeno, ebbe la decenza di portarle nel patrimonio dello stato. Invece oggi il patrimonio statale viene ulteriormente dilapidato per sostenere e mantenere in vita società che dovrebbero fallire. Il tutto a spese del cittadino che non può dire una parola dopo avere votato per quegli slogan.
C’è qualcosa nel funzionamento della democrazia che non va. Non solo americana. Cominciando dai partiti che si chiamano democratici fin nel loro nome. Partiti i cui capi ambiscono consapevolmente ad assomigliare agli influencer e non certo a degli scienziati politici…semplicemente perché le decisioni che contano vengono assunte da altri e in altri luoghi….che non nelle istituzioni democraticamente elette. Così anche da noi, nel nostro piccolo, assistiamo al prevalere dei commenti sui social che impongono un assessore o un altro…
In un momento in cui mai come adesso si dovrebbe rispondere a domande semplicissime come: perché gli Stati Uniti appoggiano Israele con dispendio di mezzi così generoso? Che hanno in cambio? Il contribuente americano cosa ci guadagna? Siamo sicuri che le armi americane pur impiegate per sostenere le idee di libertà e giustizia non incitino capetti locali a continuare in guerre che potrebbero finire subito? Cosa si fa per sostenere la libertà di azione del Presidente e delle Istituzioni americane difendendole dalle tentazioni rappresentate dalle lobby? Cosa si pensa di fare per tornare a un mercato finanziario in cui il tasso di interesse e le quotazioni dei titoli siano nuovamente dettati dal libero incontro tra domanda e offerta e non dalla banca centrale? L’idea mondialista americana chiaramente voluta anche dalle grandi Corporations, di far entrare la Cina nel WTO che ha prodotto l’attuale situazione è ancora buona oppure dopo pandemie e attriti militari si cambia registro e si torna ai dazi e alle frontiere chiuse????
Se non si discutono apertamente in un Congresso o Convention che dir si voglia dove e quando ne parleremo???
