Un nuovo studio ha rivelato una presenza sempre maggiore di microplastiche nel cervello umano. Le concentrazioni di queste particule sono aumentate del 50% negli ultimi otto anni, raggiungendo lo 0,5% del peso del tessuto cerebrale. Questo dato allarmante è emerso dall’analisi di campioni prelevati da persone decedute nel 2016 e nel 2024.
La professoressa associata alla Rutgers University di Piscataway, nel New Jersey, Phoebe Stapleton (ricercatrice non coinvolta nello studio) ha affermato che non si sa se le microplastiche «entrino ed escano dal cervello, o se si raccolgano nei tessuti neurologici e promuovano una malattia».
Le microplastiche, minuscoli frammenti di plastica, sembrano attratte dal tessuto cerebrale, in particolare dalla corteccia frontale, l’area associata al pensiero e al ragionamento. Nonostante non siano ancora chiare le conseguenze a lungo termine di questa contaminazione, si ipotizza un possibile legame con malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e la demenza frontotemporale. Le microplastiche penetrano nel corpo attraverso l’alimentazione e l’inalazione, sfruttando l’affinità della plastica per i grassi, abbondanti nel cervello. La loro dimensione ridotta consente loro di raggiungere e accumularsi all’interno delle cellule cerebrali, sollevando preoccupazioni sulla loro potenziale tossicità. Sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere appieno gli effetti delle microplastiche sul cervello e sviluppare strategie per ridurre l’esposizione a queste sostanze.
Un nuovo studio ha rivelato che ci sono molte più microplastiche nel cervello umano rispetto a otto anni fa. «Le concentrazioni che abbiamo osservato nel tessuto cerebrale di individui normali, che avevano un’età media di circa 45 o 50 anni, erano di 4.800 microgrammi per grammo, o lo 0,5% in peso», ha osservato l’autore principale dello studio Matthew Campen, professore dell’Università del New Mexico ad Albuquerque.
Il cervello umano è composto per circa il 60% di grasso, molto più di qualsiasi altro organo. Gli acidi grassi essenziali, come gli omega 3, sono fondamentali per la forza e le prestazioni delle cellule cerebrali. Poiché il corpo umano non è in grado di produrre da solo gli acidi grassi essenziali, questi devono provenire dal cibo o dagli integratori. La dieta sarebbe quindi una delle principali via di esposizione alle micro e nanoplastiche oltre all’inalazione delle particelle nell’aria. (Fonte: https://academic.oup.com/toxsci/article-abstract/200/2/235/7673133)
