Una storia che fa paura e che rimanda a ricordi di devastazione. Il Vesuvio è noto per le sue imponenti e catastrofiche eruzioni, riconosciute da secoli. Come sottolineato dal sito Etonco.com, il vulcano negli ultimi mesi si è attivato con una certa costanza, un fattore che ha messo in allarme popolo ed esperti. In realtà la situazione appare peggiore di quanto sembri. Il vulcanologo Antonio De Marco dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha spiegato i fenomeni che si stanno verificando: «Siamo sull’orlo di una possibile catastrofe che potrebbe ripetere gli orrori del 79 d.C.». La storia ricorda Ercolano e Pompei spazzate via dalla potenza del Vesuvio e c’è il rischio che ciò possa verificarsi nuovamente. Recentemente un team di esperti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia hanno verificato un’intensa attività sismica nell’area circostante al vulcano. Negli ultimi mesi sono stati riscontrati 300 piccoli terremoti, mostrando valori certamente più preoccupanti del solito. La dottoressa Victoria Russo, principale sismologa dell’istituto, ha commentato così questo nuovo scenario: «Questa attività indica il movimento del magma nelle profondità del vulcano». Oltre al magma in aumento ci sarebbe anche il gas solforosi che fuoriescono dal cratere. A giugno 2024 si è riscontato un incremento preoccupante del 40%, rispetto a quello degli anni precedenti. Questi fattori rimandano alla mente all’ultima eruzione distruttiva del Vesuvio, datata 1944. Gli scienziati stanno cercando di riscontrare le deformazioni della superficie, attraverso la geodesia satellitare e i droni. Gli ultimi dati mostrano un sollevamento il versante occidentale del vulcano, un segnale che preoccupa gli esperti, tanto da dire che un’eruzione potrebbe verificarsi o nei prossimi mesi o anche settimane. La “zona rossa” è ricca di paesini, case e abitanti poco intenzionati a lasciare la loro vita per spostarsi. Ben 25.000 acri del Vesuvio sono stati resi dal governo come parco nazionale nel 1995, ma nonostante ciò sono state riscontrate 8.000 strutture illegali. L’eruzione prevista potrebbe non solo limitarsi ai paesi vicini, ma potrebbe colpire la stessa Napoli.
Ci sono diversi segnali che possono portare ad una possibile attività bradisismica (in cui il suolo si solleva a causa del riempimento delle camere magmatiche sotterranee), attività geotermica e tremori. Nel 1984, dopo diversi segnali nella vicina caldera dei Campi Flegrei, si scelse di evacuare. La sicurezza della popolazione lasciò spazio a caos e panico generale che coinvolse 40.000 residenti. «Immaginate di evacuare 580.000 persone e non succede nulla» così ha detto Giovanni Macedonio, direttore di ricerca dell’Osservatorio Vesuviano, a USA Today. «Sbagliare significa la fine di una carriera». Per evitare ripercussioni o errori madornali, i leader civici potrebbero anche decidere di non tentare alcuna evacuazione. Ci sono tre possibili scenari ipotizzati dagli esperti: 1) Eruzione Moderata. L’eruzione potrebbe portare a una quantità moderata di lava e in quel caso ci sarebbe pronto un piano di evacuazione rapido ed efficace, con una perdita minima a livello economico; 2) Eruzione Significativa. In questo caso l’emissioni di cenere, lava e gas potrebbero essere importanti, tanto da richiedere un’evacuazione su larga scala e un utilizzo ingente delle risorse (arrivando a miliardi di euro); 3) Eruzione Catastrofica: l’eruzione potrebbe essere distruttiva e senza precedenti. Si tratterebbe di una distruzione certa di tutte le zone circostanti, con il forte rischio di una massiccia perdita di vite umane, oltre ai danni incalcolabili e ai tempi di ricostruzione indefinibili.
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