Circolo La Scaletta, quale futuro per l’Università degli Studi della Basilicata

“L’Università  degli Studi della Basilicata ha bisogno di ritrovare un’identità  e un senso di missione che, a distanza di quaranta  anni dalla sua fondazione, sembra essere stato in parte smarrito.All’aumento esponenziale dei corsi di laurea non è seguita la capacità  di attrarre studenti, di consolidarne la crescita qualitativa esercitando, attraverso la ricerca, influenza culturale anche oltre i confini del territorio regionale”.

E’ quanto afferma Francesco Paolo Di Pede, presidente del Circolo culturale La Scaletta di Matera.

Dunque, che fare?

Ecco la risposta di Di Pede :

Sarebbe opportuno ripartire proprio dal numero dei corsi di laurea (circa 40) che sembrano davvero tanti a fronte del numero di iscritti, segnale inequivocabile di un processo di licealizzazione dell’Università  che la Basilicata non può più permettersi. Andrebbe affrontato inoltre il problema del ruolo e delle prospettive future del Polo materano dell’Ateneo, sempre sospeso tra virtuali propositi di rilancio e reali volontà  di ridimensionamento che di fatto ne rendono indecifrabile il futuro.

C’è stata una proposta di Legge in merito al futuro dell’Università

Sì, una nnorma presentata dalle opposizioni in Consiglio regionale,  che rilancia la necessità  di dare nuove prospettive all’Università  lucana .Però  è necessario partire da una chiara valutazione di quanto è stato fatto nei quarant’anni  dalla sua fondazione  che individui criticità  e problemi non in modo generico, su cui fondare il rilancio futuro della stessa Università .

Per questi motivi, il Circolo La Scaletta ritiene che il documento presentato possa diventare una buona base di partenza per intavolare una discussione che deve essere finalizzata alla riorganizzazione delle funzioni, delle attività  didattiche e del decentramento formativo dell’Ateneo con lo scopo di far sì che le decine di milioni di euro che la Basilicata spende per tenerlo in vita siano davvero investiti per quegli scopi che il suo fondatore, Cosimo Damiano Fonseca, aveva indicato come prioritari.

Quindi occorre una discussione più proficua?

E’ necessario  che il dibattito sia supportato da report relativi ai trend sul numero di iscritti, sugli abbandoni, sui tempi di conseguimento dei titoli, sul numero dei laureati, sulla loro condizione occupazionale e sull’impatto legato alla creazione di nuove classi dirigenti in Basilicata (quanti studenti Unibas occupano posizioni di vertice in istituzioni, enti ed aziende publiche o private?).

Unibas è una piccola Università  ma non deve rassegnarsi ad essere una Università  piccola.Per farlo deve ripartire dalla sua forza che è il grande patrimonio storico, culturale, artistico e scientifico che si esprime e si sprigiona dai diversi angoli della Basilicata. La Scaletta è pronta a dare il suo contributo di idee e di progetti per il raggiungimento di questi obiettivi.

NINO SANGERARDI

[responsivevoice_button buttontext="Leggi articolo" voice="Italian Female"]

News dal Network

Promo