Abbiamo tutti saputo dai media maggiori della ultima fatica del già primo ministro Mario Draghi: “il futuro della competitività europea”; più di trecento pagine dedicate a suggerire come fare per rilanciare la competitività e sostenibilità dell”economia europea in ogni sua parte dall” energia alle terre rare, l”intelligenza artificiale, la tecnologia,…
Ci sembra di aver già letto nei mesi scorsi cose simili… Naturalmente si parla solo di grandi imprese.
Alla mente si affacciano molte più domande delle risposte proposte da Draghi.: la commissione europea e in generale i governi non hanno le competenze per capire da soli cosa fare? La commissione europea come anche i governi pensano solo alle grandi imprese mentre gli altri dovranno arrangiarsi alla men peggio? Come mai le grandi imprese hanno bisogno di un aiuto peraltro corposo? Non ce la fanno da sole? Questo modo di pensare per caso non rafforza e arricchisce i ricchi mentre i poveri vengono ulteriormente impoveriti? Le aree meno fortunate d”Europa devono rimanere tali e svuotarsi per garantire competitività e sostenibilità alle grandi? e le periferie delle grandi città che fine fanno?
Potremmo continuare a lungo con le domande ma v”è una che le sintetizza tutte: nessuno avanza una idea diversa quanto meno a completare la proposta di cui parliamo? Oppure si pensa di tacitare gli sfortunati d”Europa con qualche pnrr? cioè con altri debiti sulle spalle degli stessi sfortunati?
Sembra dunque che ai piani alti del Potere si parli solo di questo visto che tutto il resto non è mai citato. in un certo senso è una buona cosa perchè non immagino che trappolone potrebbero preparare. Ma questo deve significare che adesso serve che le piccole imprese, l”agricoltura e il mondo del consumo (cioè tutti i cittadini) si armino di una proposta e si uniscano attorno ad una idea; diversamente pur essendo la maggioranza rimarranno politicamente debolissimi per non dire polverizzati…se non sai neanche cosa vuoi, non esisti!
