Intervista al dott. Tomasone. Medicina naturale cinese e Agopuntura – (prima parte)

Incontriamo quest’oggi  il dr. Salvatore Tomasone[1], specialista in Anestesia-Terapia del dolore, esperto di Medicina cinese e Agopuntura, che ha accettato di illustrarci alcune mirabolanti scoperte della Medicina orientale in questo campo, che vengono praticate anche nei paesi occidentali.

Domanda. Dottore, ci parli di come si è appassionato a questa pratica scientifica, ancora poco conosciuta da noi.

Risposta. Da circa vent’anni studio l’Agopuntura cinese per avere un metodo alternativo a quello farmacologico per trattare le malattie. Questo studio mi ha fatto capire che non esiste un solo modo di concepire il corpo umano. Oggi la scienza e, in particolare, la fisica quantistica mi danno ragione. Così, sono diventato anche Agopuntore.

D. Oltre a quello che si conosce comunemente sull’Agopuntura, ci descriva un poco questa pratica medica, la sua storia e come è giunta fino a noi.

R. Si tratta di una metodica terapeutica che appartiene alla medicina tradizionale cinese (MTC).

È nata nel 4000 a.C. circa e non è mai tramontata. Anzi, da parecchi decenni, grazie alle metodiche di radiologia, di risonanza magnetica funzionale, agli esami del sangue, ecc., ha assunto un riconoscimento scientifico da parte della medicina occidentale che l’ha accreditata con numerose pubblicazioni tematiche su diversi giornali di elevata credibilità: Lancet, Nature, Pain, Anesthesiology e molte altre.

Venne importata in Europa, soprattutto in Francia e in Italia, da un missionario italiano in Cina: Padre Matteo Ricci, che la apprese e che diffuse in occidente la traduzione di molti testi originali.

D. Sorge spontanea la domanda sugli orizzonti esplorati dalle cure naturali della Medicina cinese e dall’Agopuntura. Quali di queste cure perfezionano la Medicina occidentale?

R. Preciso che, nella mia pratica medica, non sostituisco gli strumenti della medicina occidentale, ma aggiungo i benefici di quella Orientale, quando è possibile. L’Agopuntura è molto efficace nella terapia del dolore muscolo-scheletrico; ha anche la capacità di curare e, a volte, di guarire tantissime altre malattie, oltre a ridurre il dolore. Fa parte della Medicina tradizionale cinese che oggi viene insegnata in Italia con dei Master post-laurea di tre e di quattro anni. Uno di questi si tiene alla Sapienza di Roma, che associa alle materie classiche anche la Fitoterapia (ossia lo studio delle piante medicinali cinesi) la Dietetica, il massaggio Shiatsu, la Moxibustione, ossia l’azione di scaldare parti del corpo con un sigaro di Artemisia, che è un’eccellente pianta medicinale. Sono corsi accademici completi dove si studiano l’Anatomia, la Fisiologia, la Patologia, le terapie sviluppate dalla medicina cinese, la quale interpreta il corpo umano in senso olistico[2], ossia unitario[3].

D. Quando e come l’Agopuntura si diffuse da noi e dove, tuttora, viene praticata in Italia?

R. La prima scuola di Agopuntura, in Italia, fu fondata del prof. Roccia a Torino, intorno agli anni ’60, ’70. Poi, ne seguirono altre a Firenze, Bologna e Roma, dove ci sono le scuole più famose e più importanti sul profilo scientifico. Gli studi condotti su questa filosofia Taoista hanno consentito all’Agopuntura di svilupparsi anche in Italia, dove è sempre stata ostacolata dalla medicina, cosiddetta ‘ufficiale’. Solo da qualche anno ha ottenuto un riconoscimento e una integrazione con la medicina ufficiale occidentale. Tuttavia, stenta ancora a decollare. L’unica regione italiana dove è stata inserita anche negli ambulatori pubblici del sistema sanitario regionale è la Toscana dove, presso la cittadina di Pitigliano in provincia di Grosseto, c’è un ambulatorio ospedaliero che consente il ricovero di pazienti con gravi patologie. Due anni fa l’istituto Superiore di Sanità in Italia la riconobbe e l’accreditò al Servizio Sanitario Nazionale e a quello regionale. Precisamente nel 2022 entrò a far parte delle linee guida riconosciute dall’Istituto Superiore di Sanità per il trattamento della lombalgia cronica e della profilassi dell’emicrania. Già dagli anni ’70 è riconosciuta a livello mondiale dall’O.M.S.

D. Prima di entrare di più sui princìpi seguiti dalla MTC e dall’Agopuntura, ci faccia capire in che senso la medicina orientale considera il corpo umano un insieme indivisibile e studia lo stretto collegamento con cui i vari organi del nostro corpo interagiscono tra loro.

R. La Medicina occidentale è impostata sulla suddivisione del corpo umano in organi e apparati. Ha creato, quindi, specialisti esperti conoscitori del singolo organo umano come il cardiologo, che si occupa del cuore, il neurologo per il sistema nervoso, ecc. La Medicina cinese e l’Agopuntura, invece, considerano il corpo umano composto dall’unione sistemico-funzionale di organi e apparati che lavorano insieme per mantenere la cosiddetta Omeostasi, ossia l’equilibrio di tutti gli apparati e degli organi che consentono all’individuo di stare in salute. Secondo la medicina cinese, esistono due forme di energia: una chiamata Yang è l’altra Yin che, in situazione di equilibrio, determinano il buono stato di salute. Diversamente, il loro squilibrio determina uno stato morboso: la malattia che consegue all’eccesso o al difetto di queste energie. È stato sempre questo il Punto di discussione e di ‘rottura’ tra la medicina orientale e quella occidentale. Secondo quest’ultima, l’esistenza delle due energie: Yin e Yang non si può dimostrare. Quindi “non esiste”! La concezione orientale è prettamente filosofica e non meramente meccanicistica, come vige nella medicina occidentale, che imputa al solo DNA o alla tal proteina la responsabilità delle malattie o della loro assenza. Oggi una scienza occidentale, l’Epigenetica, ha dimostrato l’importanza dell’ambiente nella genesi della salute o della malattia, affiancando questa osservazione a quella propriamente ereditaria. Il presupposto fondato esclusivamente sulla genetica, se pur fosse condivisibile entro i canoni allopatici tradizionali, oggi non è sufficiente a spiegare esaurientemente i fenomeni energetici che pervadono il nostro sistema cardiocircolatorio, rilevati dall’elettrocardiogramma, che studia il cuore, e dall’elettroencefalogramma, che permette la diagnosi sul funzionamento del cervello. Nelle pratiche orientali millenarie si è osservato che un eccesso di energia nel cuore genera tachicardia e aritmie. Nel cervello genera l’ansia, l’agitazione. Invece, il difetto di energia ingenera bradicardia, sul primo organo, e depressione sul secondo. Nella medicina orientale lo stress cerebrale, dovuto agli scompensi di energia, si può curare ottimamente con il Ginseng, famosa pianta asiatica officinale.

D. Vista la cultura millenaria che alimenta questa scienza, ci ripromettiamo di approfondire il discorso sulla visione ispiratrice della scienza orientale, in termini energetici, se ci concederà una prossima intervista.

R. Con piacere. Potremo partire proprio da come la MTC studia l’energia che circola nel nostro corpo. È una delle parti più affascinanti di questa dottrina, che annovera non soltanto l’aspetto anatomico-funzionale dell’organismo ma anche il suo valore spirituale, in senso metafisico.

Carlo Zeuli

[Si ringrazia Pixabay per l’immagine di copertina]

[1]dr. Salvatore Tomasone, medico anestesista con studio in via Enrico de Nicola,45 – Barletta (BA), iscritto all’Ordine dei medici di Trani (BA) – telefono: 3475022640

[2]Yi Zhuang, Xing J.-j., Li J Zeng B-Y, Liang F-r. Chapter One – History of Acupuncture Research  International Review of Neurobiology, Volume 111. 2013 Elsevier Inc. ISSN 0074-7742 http://dx.doi.org/10.1016/B978-0-12-411545-3.00001-8.

[3]Facco E. Agopuntura nella terapia del dolore. Top Doctors 2018; 7:12.

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