Le aggressioni negli ospedali sconcertano e le ovvietà si sprecano: “la violenza non è mai giustificata”, “serve maggiore controllo”, sono le frasi che, specie dai politicanti locali vengono pronunziate ormai da molto tempo.
Questi comportamenti violenti vanno analizzati e capiti; non basta sapere che vi sono ma vanno capiti; e per capiti non si deve intendere giustificati: serve capire da dove vengono.
Certamente non molti cittadini sono soddisfatti della sanità e del suo funzionamento. La burocrazia che la sommerge, i “diritti” degli addetti sommati alla ristrettezza dei mezzi (non solo attrezzature ma anche il vitto,…posti letto,… liste di attesa), sono motivi di profondo scontento e se poi si scopre che vi sono taluni che sono più uguali degli altri nel beneficiare delle cure… tutto questo produce una miscela esplosiva ampliata dal diffuso commento: “non è giusto” che fa da detonatore.
Quindi la primissima cosa da dire è che serve migliorare il servizio. I burocrati romani da decenni hanno sentenziato: tutti i cittadini hanno diritto ai Lep. Cioè “i livelli essenziali delle prestazioni” cui tutti hanno diritto. Peccato che sia una frase da burocrate di terza scelta: che significa essenziali? Che alla prossima frattura ci metteranno una benda e via? Oppure anche un tutore? E l’ingessatura sarà appannaggio delle aree ricche? Nessuna risposta se non la recente precisazione governativa nella legge sulla autonomia differenziata per la quale tutto questo deve accadere senza spesa aggiuntiva per il bilancio pubblico.
Quindi questa frase fa sorgere dei “diritti” -come piace chiamarli alla sinistra e a certa destra- ma senza nessuna probabilità di essere rispettati e cioè servono a creare una ragione di scontento di cui lagnarsi in pubblica piazza contro il governo di turno; un po’ come si è fatto per i gay o i diritti delle donne,…cioè cose prive di contenuti precisi ma estendibili a piacimento per poter creare qualora lo si voglia una ragione di protesta. E la destra ha abboccato.
Ma questi giochetti, appunto, giocano con lo scontento vero che non viene solo dalla sanità. La burocrazia -cioè lo stato- fa acqua da tutte le parti: nel fisco, nella previdenza, nella sicurezza, nella sicurezza alimentare, nella difesa dei salari,….tutte cose che non sembrano pertinenti con le rivolte contro i sanitari ma sono componenti di uno scontento diffuso ormai sfociato in odio per il dipendente pubblico che in molte parti d’Italia appare solo per pretendere qualcosa da te: tasse e multe, limitazioni della libertà come pratiche da compilare… è una persecuzione infinita che forse nei paesi storicamente meno liberi del nostro come la Germania o la Francia o la Svizzera possono essere tollerati in cambio di migliori servizi ma da noi non è proprio pensabile che si debba vivere in una economia e società trasformate in caserma. Ormai si teme non tanto la pena o la multa ma il solo averci a che fare con la burocrazia: spesso lo stato è percepito come il nemico da scansare e basta. Quindi l’odio covato da tempo e ben rappresentato dalle infinite elezioni dalle quali è uscita la necessità di cambiamento; necessità di cambiamento sistematicamente disatteso dalla continuità più ottusa: governano sempre gli stessi e l’odio cresce. Non escluso da questo è la accondiscendenza verso i venti di guerra laddove la popolazione all’unisono non approva né i finanziamenti, né l’appoggio a chicchessia, né promesse che indirettamente ci coinvolgono senza alcuna ragione né contropartita tangibile.
Quindi la popolazione è vicina ad un travaso di bile imprevedibile di cui queste intemperanze contro i sanitari (che dispiacciono probabilmente anche a chi le ha poste in essere) non sono che un timido prodromo.
Quando hai la febbre mai se non in casi eccezionali, devi abbassarla artificialmente, ma devi cercare e combattere le cause perché la febbre non è che una reazione naturale dell’ organismo e un sintomo prezioso per guidare l’azione del medico; sintomo non certo il male. Allo stesso modo il disagio in cui versa la sanità italiana è un sintomo del cattivo funzionamento della macchina sanitaria come di tutta la macchina burocratica dello stato.
Conviene darsi da fare e certamente non con l’aiuto degli “esperti” dei Ministeri che ne sono la concausa evidente.
