Se il sole di mezzogiorno appare più basso e le notti si allungano può significare solo una cosa, e cioè che il regno dell’estate è agli sgoccioli nella metà settentrionale del nostro pianeta.
L’equinozio d’autunno quest’anno cade oggi domenica 22 settembre alle 14:43 ora italiana, segnando ufficialmente l’arrivo dell’autunno nell’emisfero nord e l’inizio della primavera in quello meridionale.
La parola “equinozio” deriva dal latino e vuol dire “notte uguale”, riferendosi alla ripartizione della giornata in 12 ore diurne e 12 notturne che accade ogni anno solo due volte, in occasione appunto degli equinozi di primavera e d’autunno.
Questa divisione del giorno in due è correlata al fenomeno delle stagioni sulla Terra.
Il pianeta ruota su un asse con un angolo di 23,5 gradi rispetto al piano orbitale; ciò significa che mentre la Terra compie la sua orbita di 365 giorni, i due emisferi sono via via più o meno inclinati rispetto alla direttrice dei caldi raggi del Sole.
Un equinozio è l’allineamento geometrico tra il Sole e la Terra, nel quale la nostra stella è posizionata esattamente sopra l’equatore terrestre. In questi giorni, sia l’emisfero settentrionale che quello meridionale ricevono grosso modo la stessa quantità di luce solare. Inoltre, gli equinozi sono gli unici giorni in cui il sole sorge esattamente a est e tramonta esattamente a ovest.
Via via che ci avvicineremo a dicembre, l’emisfero settentrionale sarà ancora più inclinato rispetto al Sole e riceverà i suoi raggi secondo un angolo più acuto, creando ombre più lunghe e condizioni atmosferiche più fredde.
A fine dicembre arriverà il solstizio d’inverno, in cui il Sole raggiungerà il suo punto più basso nel cielo di mezzogiorno.
Nel corso della storia i popoli hanno sempre celebrato solstizi ed equinozi, ma nessuno forse lo ha fatto in maniera più spettacolare dei Maya, che costruirono la piramide a gradoni detta El Castillo a Chichen Itza, in Messico, in modo che un serpente di luce sembrasse scivolare giù dalla scalinata durante l’equinozio d’autunno e quello di primavera.
Roberto Kudlicka
Dott. Roberto Kudlicka
