Un meccanico che ripara le auto in una officina di una multinazionale in cosa differisce da quello che lavora in un suo locale con l’aiuto del figlio? In nulla se non per il fatto che il primo ha sicurezze e diritti senza spese mentre il secondo ha incertezze, costi senza alcun diritto. Anche se per alcuni mesi o anni o lustri il secondo dovesse guadagnare tanto pur pagando montagne di tasse … basterà un imprevisto come un furto, in accertamento fiscale, una caduta…e tutto il frutto di anni di lavoro va in fumo. Il primo è un lavoratore dipendente mentre il secondo è una forma di auto impiego. Per la legge il primo va tutelato mentre il secondo è una impresa da perseguire perché evasore per antonomasia. Anche se il secondo può dar lavoro ad altri mentre il dipendente no. La cosa cozza contro ogni ragionevolezza ed equità.
Pure la Costituzione dice che tutto si fonda sul lavoro; dice che siamo uguali di fronte alla legge; dice che si devono garantire gli stessi diritti (per esempio ad ammalarsi,.. che per l’autonomo è una specie di condanna). per tutti; ma così non è.
Ma c’è dell’altro. Nella solare evidenza della preferibilità del lavoro dipendente rispetto all’ autonomo esiste una numerosissima e crescente fetta di popolazione che non riesce a trovare un datore di lavoro che lo assuma. La crescente specializzazione e esperienza che serve in ogni impiego inserito in una grande impresa, sia per i giovani ai primi impieghi, sia per i meno giovani non adatti alle nuove tecnologie, sia per la gente particolarmente refrattaria al lavoro di squadra, cercano di rifugiarsi nell’ autoimpiego per non scadere nella illegalità (senza sminuire nessuno potremmo dire che gli homeless del lavoro). Questi anarchici del lavoro -come usualmente sono i genii di ogni epoca- non si adattano a nessuna forma di regola e cercano la vita libera anche se povera e disagiata. Quanti amanti della natura in agricoltura, allevamento, pesca ma anche arti e mestieri e professioni di ogni tipo.. non sono che degli individualisti del lavoro? Peraltro Infiniti sono i lavori e le arti che si possono realizzare solo solitariamente Questo è un problema che cresce e crescerà molto con la introduzione di intelligenze meccaniche o robotiche.
C’è ancora dell’altro. Se è vero (ma non lo è) che la grande impresa paga le tasse è altresì vero che sa traslarle sul cliente fino all’ultima lira…. quindi chi veramente paga le tasse? Il consumatore soltanto? Oppure serve che il mondo delle partite Iva e cioè del lavoro autonomo fornisca quel di più che permette la espansione del sistema economico? È però necessario che venga riconosciuto come libero e cioè non limitato o controllato dalla burocrazia maniacale ed inutile che conosciamo.
Libertà per il lavoro autonomo e diritti eguali per tutti i laboratori… non v’è altro nel futuro del mondo del lavoro e della nostra democrazia ancora monca se non tramontante.
È assolutamente stupefacente che nessuno abbia mai posto mente e mani ad una questione così ampia e grave ed in grado di portare a soluzione problemi apparentemente irresolubili che oggi ci attanagliano.
