«Trovo grottesco avvisare un indagato con un interrogatorio preventivo». A dirlo è il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, nel corso della conferenza stampa sul maxi blitz anticamorra che ha portato a 50 arresti a Caivano, rispondendo alle domande sulla riforma della giustizia.
«Se per il reato di detenzione e spaccio di droga, dobbiamo interrogare prima, magari dopo la denuncia di un vicino – afferma Gratteri – e lo spacciatore resta fuori o ai domiciliari perché confessa, non c’è pericolo di fuga o reiterazione, mi sembra grottesca questa decisione di avvertire. Se so preventivamente che devo fare un interrogatorio perché sono indagato per un determinato reato, io pulisco la casa perché trovare il bilancino o le confezioni incide sulla pena finale».
