Con l’arrivo del freddo, la domanda su quando si possano accendere i riscaldamenti diventa sempre più pressante. In Italia, l’accensione dei termosifoni è regolamentata a livello nazionale, ma con una certa flessibilità che varia da regione a regione. Le norme, infatti, stabiliscono delle date di riferimento, ma consentono ai Comuni di adattare le disposizioni alle specifiche esigenze del territorio.
Il decreto presidenziale del 16 aprile 2013 divide il Paese in sei zone climatiche, ognuna con le proprie regole in termini di periodo di accensione e spegnimento dei riscaldamenti, nonché di temperatura massima consentita. In generale, la stagione termica va da metà ottobre a metà aprile, ma le date precise possono variare a seconda della zona.
È importante sottolineare che le ordinanze comunali possono apportare delle modifiche a queste disposizioni generali: ad esempio, in caso di ondate di freddo eccezionale, i Comuni possono autorizzare l’anticipo dell’accensione dei riscaldamenti. Al contrario, in periodi particolarmente miti, possono posticipare la data di inizio della stagione termica.
Ecco uali sono le 6 zone Per quanto riguarda le date di accensione e spegnimento dei caloriferi, l’Italia è divisa in sei aree geografiche (aggiornamento 2024-2025):
– Zona A: comprende Lampedusa, Porto Empedocle e Linosa.
– Zona B: include le province di Agrigento, Catania, Crotone, Messina, Palermo, Reggio Calabria, Siracusa e Trapani.
– Zona C: comprende i territori di Bari, Benevento, Brindisi, Cagliari, Caserta, Catanzaro, Cosenza, Imperia, Latina, Lecce, Napoli, Oristano, Ragusa, Salerno, Sassari e Taranto.
– Zona D: include le province di Ascoli Piceno, Avellino, Caltanissetta, Chieti, Firenze, Foggia, Forlì, Genova, Grosseto, Isernia, La Spezia, Livorno, Lucca, Macerata, Massa Carrara, Matera, Nuoro, Pesaro, Pescara, Pisa, Pistoia, Prato, Roma, Savona, Siena, Teramo, Terni, Vibo Valentia, Viterbo.
Zona E: comprende le province di Alessandria, Aosta, Arezzo, Asti, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Campobasso, Como, Cremona, Enna, Ferrara, Frosinone, Gorizia, L’Aquila, Lecco, Lodi, Milano, Modena, Novara, Padova, Parma, Pavia, Perugia, Piacenza, Pordenone, Potenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rieti, Rimini, Rovigo, Sondrio, Torino, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Verbania, Vercelli, Verona, Vicenza.
Zona F: include i territori delle province di Belluno, Cuneo e Trento.
Accensione termosifoni 2024-2025: le date zona per zona Il momento in cui si possono accendere e spegnare i caloriferi è diverso a seconda del territorio nel quale si vive. Queste regole possono, però, essere modificate da Stato, Regioni e Comuni a seconda delle esigenze. Per esempio, nel 2022 il ministro Cingolani ha firmato un decreto che prevedeva un grado in meno e l’accensione ridotta di 15 giorni. Ecco, in ogni caso, le date generali da conoscere:
– Zona A: i termosifoni possono essere tenuti accesi dal 1° dicembre al 15 marzo, per massimo sei ore al giorno.
– Zona B: le date di accensione e spegnimento sono rispettivamente l’1 dicembre e il 31 marzo. I caloriferi possono essere tenuti accesi per massimo otto ore al giorno.
– Zona C: la data di attivazione prevista è il 15 novembre, quella di spegnimento il 31 marzo. La durata è massimo dieci ore al giorno.
– Zona D: il riscaldamento può essere tenuto acceso dal 1° novembre al 15 aprile per 12 ore al giorno.
– Zona E: i caloriferi si possono accendere dal 15 ottobre, ma vanno spenti il 15 aprile. La durata massima è 14 ore al giorno.
– Zona F: in questa area non è prevista nessuna limitazione.
Caloriferi accesi: che temperatura impostare? Le norme generali stabiliscono che la temperatura massima consentita è di 19 gradi. Prevista una tolleranza di 2 gradi. I comuni possono, comunque, derogare a questa regola.
Prima di accendere i riscaldamenti, è fondamentale effettuare alcuni controlli per garantire il corretto funzionamento dell’impianto. La manutenzione periodica della caldaia, la verifica della pressione, la pulizia e lo sfiato dei termosifoni sono operazioni essenziali. Ricorda: hai tempo fino al 31 dicembre 2024 per usufruire del bonus caldaia.
Non rispettare le norme sul riscaldamento può costare caro: multe fino a 3.000 euro a livello nazionale e ulteriori sanzioni previste dai Comuni e dai regolamenti condominiali. (Fonte: Tgcom24)
