Prosegue la protesta degli operatori socio sanitari a Napoli dove una delegazione di circa un centinaio di persone sta pacificamente occupando l’Ufficio postale di piazza Matteotti. L’iniziativa di stamattina segue l’analoga occupazione avvenuta ieri al Maschio Angioino.
Il gruppo torna ad esporre gli striscioni ‘Giù le mani dal sociale’, ‘Il welfare non è un lusso’, ‘Asl-Azienda di sterminio del lavoro sociale’ in protesta “contro il licenziamento voluto dalla Asl Napoli 1 Centro che ha deciso di rescindere con un anno e mezzo di anticipo il contratto di affidamento a Gesco e al raggruppamento di cooperative di cui è capofila, per la gestione dei servizi psicosociali per le fasce deboli, della medicina penitenziaria e del Dipartimento Assistenza Ospedaliera”.
Il termine del contratto, previsto per il 31 ottobre 2025, è stato anticipato al 31 ottobre prossimo. A rischio ci sono circa 300 lavoratori e le loro famiglie. Il 2 ottobre scorso Sergio D’Angelo, ex presidente di Gesco e consigliere comunale di Napoli, ha lanciato una petizione su change.org con cui si chiede che il prefetto di Napoli e il presidente della Regione Campania intervengano per scongiurare che un patrimonio “di competenze ed esperienze” vada disperso.
Perché, si legge nel testo della petizione, “la qualità e la natura del lavoro svolto dagli operatori sociali di Gesco al fianco dei più fragili e disagiati è un patrimonio collettivo della nostra comunità”.
