Leggevo che un giornalista del “The Guardian” il quotidiano indipendente londinese, ha dedicato un articolo alla riforma scolastica del ministro Valditara, votata democraticamente in aula sia al senato che alla camera, perché evidentemente anche lui sulle rive del Tamigi si sente in pericolo per questa ondata di ritorno al passato che aleggia in Italia.
Quindi lui, di cui non conosco i titoli, le esperienze e competenze, invece di guardare agli sviluppi della guerra in Ucraina ormai alle porte dell’occidente, o alla crisi medio-orientale che minaccia estensioni continentali lui è solo preoccupato e impaurito per il ritorno di questo voto sulla pagella italiana.
Non commento …
Ovvio ognuno può avere i suoi complessi, le sue fobie, psicosi o nevrosi e le sue paure recondite ma, a me sembra tutto stonato perché invece di guardare in casa propria ai violenti disordini, vere rivolte dell’estrema destra filo nazista inglese, rigurgiti ben più pericolosi e per questo poco pubblicizzati quasi messi a tacere dai media inglesi si occupa dei nostri studenti.
Niente lui un bel mattino decide di impiegare la sua preziosa penna per immischiarsi e ficcare il naso da noi.
Boh???
Ormai è quasi una moda e così prima il parlamento europeo, poi il premier tedesco, e ancora ministri e premier francesi tutta gente che poi non è che se la passa tanto meglio ma, che proprio, come afferma la psicoanalisi, proietta all’esterno nell’altro i propri problemi sentendosi così mondo, giusto, buono e l’altro frutto di questa “proiezione” sporco, cattivo.
Ovvio che questo nella realtà politica serve solo a depistare l’interesse mediatico dai problemi propri e questo lo sappiamo tutti ma offendendo la nostra intelligenza loro ci provano sempre.
Vabbè tornando al famigerato voto in condotta io l’ho sempre avuto a scuola elementari, medie e superiori e non ho avuto per questo motivo particolari problemi o complessi.
All’università non c’era il voto in condotta però il docente di turno, se facevi casino, ti faceva gentilmente accomodare fuori e poi all’esame se si ricordava erano comunque affari tuoi.
Ovvio parlo di università statale pubblica e in presenza, anche su questo tema ho la mia opinione ma, in un altra occasione.
Dicevo invece oggi, a causa di questo voto si rischia di creare una popolazione di complessati frustrati solo dal fatto che a scuola o nelle aule di istituto, di un liceo bisogna stare correttamente e comportarsi educatamente….
Anche io e nelle mie classi talvolta si trasgrediva e si subiva note e sospensioni a scuola, ma, a casa il c’era il resto senza problemi, denunce e vertenze al Tar.
Oggi no il genitore, o il facente funzione, si muove subito per vendicare l’affronto subito dal figlio (che ovviamente non può essere diverso avendo un tale modello), e affronta l’insegnante o professore che sia insomma, il docente anche fisicamente e non solo a parole che già sarebbe il di più.
Ancora, quelli meno sanguigni o meno prestanti, si muovono con studi legali e principi del foro contro il dirigente che aveva permesso questo atto grave nei confronti del figlio e di conseguenza di famiglia, parenti e circondario tutto.
I giornalai italiani subito hanno dato eco all’episodio, del cronista inglese, ecco ormai siamo in pieno regime come nel 1924 giusto 100 anni fa…
Anche questi signori non guardano a paesi dove l’istruzione non può e non deve esistere, dove deve esistere solo ed esclusivamente una cultura religiosa o riservata esclusivamente al genere maschile.
No questo non sembra essere un atto di crudeltà mentale, il voto in condotta sì!
Anche in questo caso preferisco non commentare.
Mi si può affermare che esistono altri metodi si quali?
Facciamo una proposta concreta e migliorativa.
Gli studenti e i genitori si comportano così non da due anni, a sentire i discorsi di insegnanti e professori amici e conoscenti le cose sono diventate progressivamente difficili da parecchio più tempo.
Il problema sembra invece colpevolizzare l’interventismo perché fatto dalla fazione opposta, e invece promuovere l’immobilismo, l’inedia, il non fare nulla, tanto non cambia e poi così si campa tranquilli almeno noi politici.
Di sicuro non i docenti e dirigenti gli studenti educati e i genitori educati.
I voti sono sostituiti dal giudizi, penso negli anni 70, poi successivamente giudizi corti, lunghi, corti quasi sintetici o no, anche qui perché il voto destabilizza, turba, scompensa, crea differenze.
Ma perché?
Io ho avuto voti e nel mio curriculum ho ricevuto quasi tutti i numeri arabi ma, non sono destabilizzato per questo.
Il voto può agire solo eventualmente da catalizzatore, da acceleratore di un problema che è già nel ragazzo; non è il voto la causa, questa è da ricercare e andrebbe ricercata seriamente e per tempo altrove.
Leggo o sento dire non bisogna fare differenze tra chi studia e chi no e perché?
Non si può ledere in qualche modo con una bassa votazione ma, si può invece non premiare e demotivare il meritevole ponendolo nella situazione di dire: cosa mi impegno a fare, tanto….
Ovvio non bisogna abbandonare lo studente che non riesce, non per impegno ma, per difficoltà sociali, ambientali e personali ma, bisogna premiare chi riesce e altresì mettere una votazione bassa a chi non vuole fare nulla pur avendone le capacità e la possibilità.
L’impegno comunque va e deve essere premiato con il giusto grado, una classifica cioè con il voto nel caso accompagnato da un giudizio che meglio esprima il merito e la valutazione.
Almeno questo è il mio pensiero da uomo libero di esprimere ciò che pensa nella nostra democratica Italia. (Foto: La Stampa)
