In una cultura costituita da utopie religiose e politiche e caratterizzata, quindi, dal dominio dell’irrazionalità, fare un discorso razionale dall’A alla Z diventa difficile anche per personaggi molto dotati intellettualmente. Un esempio recente lo dimostra.
Fazi editore ha pubblicato l’ultimo libro di Emmanuel Todd “La sconfitta dell’Occidente”, già messo in commercio in Francia da Gallimard.
Todd non è estraneo all’establishment intellettuale francese ma afferma di essere un dissidente di quella oligarchia culturale. Dal proprio canto, poi, Franco Continolo, nel presentare succintamente sul suo blog il contenuto del volume ci ricorda che il padre dell’antropologo, Olivier, è stato un famoso giornalista d’Oltralpe; che il nonno era Paul Nizan, molto vicino a Raymond Aron e che la sua famiglia era imparentata con quella di Claude Lévi Strauss. Un pedigree di tutto rispetto, addirittura illustre, ma perché l’antropologo di dichiara dissidente?
Perché egli assume di avere il coraggio di affermare che se l’Ucraina perde la guerra a vincere sarà l’Europa.
E per dimostrare il suo assunto , Todd ricorre alla logica e ad argomenti razionali.
Egli scrive che se la Russia fosse sconfitta in Ucraina, la sottomissione europea ai nord-americani, a causa del loro rafforzamento, si prolungherebbe per un secolo almeno. Se, invece, com’egli crede, gli Stati Uniti uscissero sconfitti, la NATO, per l’effetto, si disintegrerebbe e l’Europa sarebbe lasciata libera di decidere la sua politica (non avendo la Russia – egli aggiunge, sulla base di dati ritenuti oggettivi – né i mezzi né la voglia di estendersi oltre i suoi confini naturali pre-comunisti per conseguita consapevolezza della relativa difficoltà).
Il volume non si limita a ciò. Todd si sofferma anche su altri aspetti relativi ai Paesi dell’Unione Europea. Per l’Italia osserva che il Corriere della sera, la Repubblica, la Stampa, Libero, il Giornale, il Foglio (id est: tutto il mainstream nazionale)non riproducono altro che scritti della Casa Bianca, offrendo un quadro chiaro e inequivocabile del servaggio nostro e soprattutto dell’intera classe politica che ci rappresenta nei confronti di Joe Biden e di chiunque governi il Paese dello zio Sam; per l’Unione Europea parla di estrema debolezza, di una sua classe dirigente totalmente corrotta e di subordinazione diretta rispetto alla NATO.
Il libro di Todd si conclude con l’emissione di “alti lai” del suo autore sulla scomparsa delle ultime tracce dell’impianto sociale e morale di origine religiosa e sul fenomeno del “nichilismo”. Continolo, da parte sua, vi legge un orientamento tanto conservatore quanto impotente nel ridare vita allo “spirito”.
Che dire, come mia considerazione, se non citare il consueto motto oraziano del“Desinet in piscem mulier formosa superne” ?
La razionalità dell’analisi lucida e convincente della situazione complessiva dell’Occidente, scompare nell’individuazione della sua motivazione: Non si capisce perché Todd si dichiari un “dissidente dell’establishment intellettuale francese: con il suo cattolicesimo, con la sua accusa al “nichilismo”, contemporaneo (e magari chiedendo in prestito a Continolo il suo richiamo alla “spiritualità” ) nell’irrazionalismo di quella oligarchia culturale (non solo francese) vi è dentro fino al collo. E anche se l’Ucraina perde la guerra, l’Europa, con l’irrazionalità che ne pervade la vita pubblica ne trarrà scarso o nessun vantaggio.
