La dichiarazione dei redditi

Quando fai la dichiarazione dei redditi ti rivolgi ad un commercialista perché ha delle competenze che non tu hai. Per la stessa ragione non puoi controllare e verificare la correttezza di quello che fa… però ne sei responsabile.

 Il commercialista compila la dichiarazione dei redditi sulla base delle carte ed informazioni che tu gli dai; e lui con tutte le sue competenze non può sapere e verificare che siano tutte quelle necessarie e quelle giuste. E quindi non ne è responsabile.

 In ogni caso la responsabilità non è ritenuta colposa (distrazione, dimenticanza) ma dolosa (evasione) quindi scattano interessi, more e penalità varie.

 A occhio e croce è un sistema che, chiunque l’abbia pensato, è imperfetto ed illegittimo; imperfetto perchè certamente si commettono errori visto che la legislazione è talmente farraginosa da rendere impossibile una dichiarazione perfetta; illegittima perché si attribuiscono responsabilità a persone che non possono averla. Illegittimità ben nota al legislatore che non solo non provvede ma si stringe nelle spalle e nel timore di perdere pezzi pur minimi di gettito lascia tutto com’è tranne modestissimi bonus o limature qua o là.

 La prima cosa da fare è immediatamente introdurre un sistema che permette ad ogni cittadino di compilare la dichiarazione dei redditi da solo cosa possibile solo abolendo la dichiarazione e introducendo un sistema forfetario e quindi automatico ovviamente volontario.

 La seconda è statuire la irresponsabilità del cittadino fino a sentenza passata in giudicato come accade per cose ben più gravi come gli omicidi.

 È il Diritto che lo impone; e lo Stato di Diritto è il maggiore e primo destinatario delle norme cui tutti ugualmente siamo sottoposti.

 Facendo le cose per bene si potrà avere un sistema fiscale non solo più efficiente ma anche che garantisca un gettito più generoso.

 La cosa che invece non potrà MAI essere raggiunta -come MAI è stata raggiunta- è che il sistema sia o possa essere giusto. Non lo è adesso e non lo potrà essere MAI, però potrà essere più efficiente cioè più economico e sicuro per il contribuente e anche per il fisco che oggi è alle prese con un lavoro elefantiaco di controllo e persecuzione che costa molto di più delle tasse da incassare o comunque ritenute evase.

 Questa questione che riguarda il cittadino e la impresa minore poco strutturata non riguarda la impresa maggiore che invece sa muoversi agevolmente nel dedalo delle leggine fiscali. L’impresa maggiore potrebbe incidere nelle scelte del governo avendo ben aperto il percorso da effettuare nei Palazzi. Inoltre l’impresa maggiore è in grado di trasferire i propri costi fiscali ed amministrativi sulle spalle dei loro clienti e azionisti. Quindi si presenta come superiore a queste piccolezze e si allea con la burocrazia fiscale contro le piccole imprese e il cittadino medio. Invece il cittadino e l’impresa minore sono privi di rappresentanti nei Palazzi in grado di difendere almeno la legalità; quindi, pur essendo gli unici che pagano materialmente le tasse senza la possibilità neanche teorica di traslarle su altri, subiscono questa dittatura che essendo ingiusta è della peggiore specie. Tutto ciò significa che questa categoria oltre a sentirsi vittima di ingiustizie tende a morire di tasse cominciando dalle categorie più esposte come le piccole imprese e l’autoimpiego; quindi scarseggiano idraulici, falegnami, contadini,….trasformando costoro in destinatari del Welfare (reddito di dignità, cittadinanza, disoccupazione…) cioè divenendo costi per il sistema e non più fornitori di gettito.

 No taxation without representation è un principio che la struttura burocratica italiana ed europea sembrano aver dimenticato.  La sua negazione è l’anticamera della fine del sistema.

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