Quando fu istituita la Commissione Parlamentare di Inchiesta sul Covid era chiaro come fosse un po’ “all’acqua di rose” nel senso che vertesse sul funzionamento della macchina burocratica e non certo sulla effettività del funzionamento del vaccino nonché di tutte le misure anche restrittive della libertà individuale assunte per fronteggiare la emergenza. Né, tanto meno, sul come si fosse arrivati a tanto.
D’altronde anche per le banche la Commissione all’uopo costituita produsse un roboante nulla; né il povero Moro che è stato oggetto di molte Commissioni Parlamentari ha trovato le risposte giuste e soddisfacenti…anzi i dubbi si sono moltiplicati mano mano che si approfondiva la indagine.
Però apprendere che tra i “Commissari” ci sia anche l’avv. Conte obiettivamente è troppo. Il quale avvocato già Primo Ministro ai tempi da indagare sarebbe stato un utile testimone da interrogare ma non certo uno dei Commissari cioè una specie di giudice di se stesso. Invece che fa? Chiede di essere audito e siccome non è possibile fare assieme il Commissario e l’audito e siccome non vuole dimettersi in nessun caso dalla carica ricoperta in Commissione chiede al Presidente: come fare??? E il Presidente non si fa scappare l’occasione per affermare solennemente che le forme vanno superate per favorire la sostanza e quindi farà di tutto per garantire al già Presidente del Consiglio la possibilità di influenzare il corso della indagine secondo il suo pensiero.
Naturalmente non vogliamo entrare nel merito di questo dibattito che riteniamo fuori da ogni ragionevolezza ma vorremmo pregare vivamente i nostri rappresentanti in Parlamento di astenersi dal demolire quel poco di credibilità che hanno ancora le nostre Istituzioni rappresentative. La credibilità è tutt’uno con la esistenza di quelle Istituzioni che ormai possiamo dire che per la gente comune non esistono più se non per logiche lontanissime ed estranee alla nostra vita di ogni giorno.
Nell’attesa non perdiamo l’occasione per dire che non ci aspettiamo nulla da questa Commissione né dedicheremo ulteriore tempo a seguirne il lavoro. Demolire la Carta Costituzionale distruggendone le Istituzioni a poco a poco senza seguire le forme previste per la modifica della nostra Carta fondativa prima o poi smetterà di passare inosservata.
