Ora che Sinwar è stato ucciso, Israele getta la maschera, confermando quello che avavano già capito in molti: l’invasione e il bombardamento sistematico di Gaza non erano per “punire” Hamas per il 7 ottobre, ma per spianare le città, togliere ai palestinesi la loro terra, e preparare la Striscia ad una nuova colonizzazione ebraica.
Basta leggere Times of Israel per rendersene conto: “I ministri più influenti del governo, così come i membri del partito Likud del primo ministro Benjamin Netanyahu, hanno chiesto di ripristinare gli insediamenti ebraici a Gaza, mentre altri hanno sollecitato l’incoraggiamento dell’emigrazione palestinese dal territorio devastato dalla guerra.”
“Parlando alla grande conferenza ultranazionalista sul confine di Gaza, il ministro della sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir ha affermato che “incoraggiare l’emigrazione” dei residenti palestinesi del territorio è la soluzione migliore e “più etica” al conflitto.”
“I membri del Likud hanno fatto commenti simili, con il ministro per l’uguaglianza sociale e la promozione dello status delle donne, May Golan, che ha dichiarato alla conferenza che “togliere territorio” agli arabi è ciò che “li ferisce di più” e che gli insediamenti a Gaza rafforzerebbero la sicurezza di Israele.”
“Il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, che ha partecipato alla conferenza, ha appoggiato l’idea di ricostruire gli insediamenti a Gaza, affermando che la Striscia è “parte della Terra di Israele” e che “senza insediamenti non c’è sicurezza”.
“La veterana leader dei coloni Daniella Weiss [l’invasata che vedete nella foto del titolo, ndr], il cui movimento per gli insediamenti ha organizzato la conferenza, ha dichiarato che i cittadini di Gaza hanno “perso il loro diritto” a vivere nel territorio in seguito al massacro del 7 ottobre e non vi possono restare.”
Cari Capezzone, Porro, Sallusti, e tutti gli altri utili idioti che hanno urlato a squarciagola contro “i crimini efferati di Hamas”, lo avete capito adesso a cosa serviva il 7 ottobre?
