La partecipazione che un cittadino dedica alla conoscenza delle vicende politiche di questo nostro Paese non consente facili riflessioni. Ma anche promuove distorsioni interpretative che si sovrappongono alle tante altre, già in precedenza accumulate, in un tempo, l’attuale, dove domina la falsità e la liceità di mentire. Cosa scopre l’attento cittadino che tenta di seguire le cronache quotidiane avviluppate da mosse e contromosse di attori che hanno invaso il teatro della vita pubblica, luogo che non dovrebbe essere di loro spettanza? Sicuramente sconforto, ma anche disorientamento, nel vedere violati i principi ispiratori di una politica deformata, confezionata ad uso e consumo personale, privata dei suoi principi ispiratori che si identificano con il decidere nell’interesse del bene comune! Quindi il cittadino fotografa sempre di più verità incontrovertibili che riprendono gli amministratori pubblici, in buona parte impegnati ad adoperarsi in favore di iniziative non credibili. La loro manifesta infedeltà allontana sempre di più i residenti dal partecipare alla vita comunitaria e induce tanti a disertare le sedi delle consultazioni elettorali.
Ma sono non poche, anche le interferenze che inquinano le decisioni di un governo, che pur sostenendo il rispetto della indipendenza di altri poteri dello Stato, viene costantemente limitato del proprio. Il dubbio che assale l’osservatore è la mancata sinergia che dovrebbe coinvolgere i diversi protagonisti del funzionamento dello Stato democratico, impegnati piuttosto nell’ostacolarsi a vicenda. Quindi una scomposta gestione di un potere, finalizzata alla conservazione dello stesso che svilisce i rapporti con la popolazione, danneggiando ancora di più la credibilità di un complesso di organi funzionalmente scollegati. Chi fra essi sta violando le leggi del comune progredire utilizzando vulnerabili obiettivi che vedono ancora una volta le minoranze individuate come capro espiatorio perché private di democrazia? Un apparato dello Stato che chiede indipendenza e autonomia decisionale come gli altri che ne fanno parte, può invadere le competenze del sistema legislativo utilizzando cavilli legali a discapito di una linea politica non di sua spettanza?
Esuberanza e invadenza sono le caratteristiche fisiognomiche di un comportamento che cozza contro le tante anomalie di cui si avvale la statistica, ma non solo quella, per documentare l’effetto nocivi che viene procurato al nostro Paese da questi comportamenti che soffrono di pochezza. La continua invasione di migranti che raggiungono il nostro Paese, una diaspora ormai, quali ripercussioni ha sulla vita sociale di alcuni esponenti della Giustizia, lontani e protetti, rispetto agli stupri, aggressioni, furti e disordini sociali subiti quotidianamente da comuni cittadini? Dobbiamo sperare che simili aggressioni colpiscano questi decisori perché comprendano davvero la gravità del fenomeno? Ma anche, come possono vantare autonomia decisionale se la obiettività da alcuni di essi rivendicata, ha assunto ormai un aspetto simile a quello di una gruviera in stato di abbandono! Non ci crede più nessuno! La definiscono in tanti modi. Ma questa invasione di campo, rappresenta il percettibile comportamento di una minoranza che rende ancora più traballante la credibilità fino ad ora conquistata da una magistratura in gran parte obiettiva e meritevole di rispetto.
