Verranno sentiti dal 7 al 21 novembre prossimi dal giudice per le indagini preliminari di Napoli Nord, le 12 persone, tra cui l’attuale sindaco e il suo predecessore, diversi tra dipendenti dei due enti e imprenditori, indagate dalla Procura di Napoli Nord perché accusate di far parte di un sistema di affidamento illecito ad imprenditori in cambio di tangenti – soldi, assunzioni e altre utilità – di appalti comunali nel settore della raccolta e smaltimento dei rifiuti.
Un’indagine che comprende due filoni, uno relativo al Comune di Marano, l’altro a quello di Giugliano; si tratta però di filoni di indagini fortemente connessi e per questo trattati insieme dal Gip, vista la presenza delle medesime fattispecie di reato e personaggi operanti nel settore dell’imprenditoria ambientale e faccendieri che si muovevano tra i due enti locali, condizionandone fortemente la regolarità dell’azione amministrativa.
Per i fatti di Marano, relativi agli anni tra il 2017 e il 2021, sono 35 le persone indagate più due aziende; per sette persone la Procura di Napoli Nord aveva chiesto gli arresti domiciliari, ma il Gip, come previsto dalla nuova legge Nordio, prima di decidere sulle richieste cautelari, ha deciso di sottoporle ad interrogatorio preventivo.
Compariranno così davanti al Gip tre dipendenti comunali, due imprenditori proprietari di due srl e due faccendieri. La Procura aveva chiesto l’arresto anche per un ex sindaco ma il Gip non ha ne ritenuto sussistenti gli estremi.
I fatti oggetto di indagine riguardano gli anni 2020 e 2021 per un totale di 25 indagati, per sette dei quali la Procura aveva chiesto sempre gli arresti domiciliari, ma il Gip ha ritenuto di convocarne cinque per l’interrogatorio preventivo, propedeutico ad un eventuale arresto o all’emissione di altra misura, ovvero l’attuale sindaco e il suo predecessore, un ex assessore comunale, un imprenditore e l’intermediario. Tra gli indagati per i quali la Procura non ha richiesto misura figurano anche un ex Provveditore Interregionale per le Opere Pubbliche per Campania, Puglia, Molise e Basilicata e sei funzionari del Provveditorato. (Fonte: Ansa)
