Il nuovo Napoli di Antonio Conte ha un potenziale offensivo notevole, ma a oggi inespresso. I numeri fanno scivolate il team azzurro all’ultimo posto della classifica dell’attacco delle prime sei del nostro campionato. Il dato fa preoccupare e non poco i tifosi, visto che in casi di difficoltà i giocatori offensivi non si riescono a vestire come veri e propri trascinatori. Il caso di Romelu Lukaku è infatti l’immagine dell’assenza di gol del Napoli. Contro la Lazio è rimasto per quasi tutta la partita in campo, ma non ha mai visto la porta. Restano quei cinque rigori segnati, ma separati da enormi e preoccupanti intervalli di tempo.
Il belga spesso si rende quasi controproducente in fase di manovra o addirittura assente, senza però colmare il vuoto nell’area di rigore avversaria (dove non si impone). E poi c’è il passato con cui fare i conti. I fischi, che hanno accompagnato Lukaku fuori dal terreno di gioco contro la Lazio, sono di quei tifosi che hanno visto per stagioni intere (nel bene e nel male) segnare Victor Osimhen (ancora di proprietà del Napoli), trascinatore della squadra e risolutore di gare. Il suo operato passato crea angoscia nella mente del tifoso, perché non vede in Lukaku la stessa abilità nel poter aiutare la squadra.
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