Ormai con frequenza sempre maggiore qualche diavoleria elettronica si inceppa a livello nazionale o continentale o mondiale. La nostra pazienza si sa è simile a quella di Giobbe e quindi attendiamo che tutto ritorni come dovrebbe ma nell’attesa che si rimettano in funzione proviamo a pensare.
Nel frattempo prima una ora l’altra diavoleria elettronica balbetta e si inceppa.
Per pagare con il Pos dobbiamo interessare e scomodare sconosciuti in molte parti del mondo. Ogni volta che poggiamo la nostra carta di credito su quella macchinetta muoviamo meccanismi lontani e complessi che memorizzano, operano, eseguono i nostri ordini. Quando pagavamo con le banconote non scomodavamo nessuno e nessuno sapeva quello che facevamo e, a dirla tutta, sinceramente nessuno se ne fregava molto.
Oggi sembra che i fatti nostri, anche un regalo al nipotino o il pagamento per una qualunque prestazione, debbano essere assolutamente di dominio pubblico. Il mondo sembra non poter funzionare senza che sappia quello che facciamo con i nostri soldi. Perché? La questione della evasione certamente non incanta nessuno visto che prima si pagava con assegni trasferibili e i conti pubblici -pur perennemente piangenti- erano di gran lunga più floridi di oggi. Quindi a che gioco stiamo giocando? Inoltre i nostri politicanti riescono a rubare meglio di prima pur con tutti questi controlli. Non solo! Apprendiamo che esistono interi eserciti mercenari con tanto di carri armati, missili, armi potentissime, migliaia, e migliaia di soldati profumatamente pagati e perfettamente addestrati che oprano con sede chissà dove e con conti bancari e movimenti di soldi faraonici quotidiani fuori da ogni legislazione Come mai tutto ciò è possibile?
Qualcuno maligna sul fatto che pagando in questa maniera i soldi rimangono nel sistema bancario e non escono mai. Quindi si arguisce che le banche di tutto il mondo -evidentemente guidate da chi ne sa molto di più di noi- si siano accordate fors’anche tacitamente di smetterla di restituire i soldi incautamente affidatigli e i creditori, se proprio vogliono spenderli e non attendere per sempre un rendimento che non arriva mai, lo devono fare in modo da far circolare il credito vantato verso le banche e non certo i suoi soldi. Quindi se moltissimi clienti usualmente pagano con le carte la banca può detenere meno riserve di danaro fisico e comunque liquido e così guadagnare di più; se poi pagare in contanti viene vietato le banche possono incamerare tutti soldi depositati e lasciare che i clienti trasferiscano solo i rispettivi crediti. Non c0è che dire una bella pensata! Un affarone!!!
Infine altri maligni sostengono che così il sistema delle banche (magari fortemente accentrato in un mondo oligarchico) si sostituisce bellamente alle Istituzioni pubbliche ormai ritenute inefficienti e dipendenti dai capricci dell’elettorato e quindi superate da loro che invece con le tecnologie che utilizzano sono efficienti e possono stando, seduti in un ufficio bellissimo, controllare tutto e tutti. E il politico cui non piace questa prospettiva non fa il politico.
Alla faccia di secoli di lotte per la democrazia.
Però ci dicono che il tale computer si è inceppato o che il tale programma si è fermato e quindi il sistema non funziona e tutti stanno ad aspettare che miracolosamente un qualche mago Merlino (chiamato programmatore) metta la sua bacchetta magica o il suo dito bionico su una qualche tastiera e rimetta tutto a posto come sempre è stato. Che succederà quando il sistema si incepperà e mago Merlino non potrà perché non saprà rimediare? Magari in concomitanza di una guerra?
Nel frattempo ogni tanto si fermano i telefonini, i bancomat, ogni tanto gli aeroporti, i treni, … domani chissà! Ma chi aveva detto che questi aggeggi non sbagliano mai?
