Nel napoletano è corsa contro il tempo per rendere sicuro il Capodanno: stando a quanto si apprende, le forze dell’ordine, in particolare la Polizia di Stato, stanno intensificando i controlli sul territorio per contrastare la diffusione e l’utilizzo di artifici pirotecnici illegali e pericolosi.
L’ultimo episodio risale a lunedì scorso, quando un’operazione ha portato al sequestro di un vero e proprio arsenale: oltre 365 artifici pirotecnici artigianali, 34 batterie di fuochi d’artificio e circa 15mila pezzi di artifici vari, per un peso complessivo di oltre 40 kg di materiale esplosivo. Un 33enne è stato denunciato. Ma questo è solo l’ultimo di una lunga serie di interventi. Già il 15 dicembre scorso, all’interno di un’auto, erano state rinvenute 40 batterie di fuochi pirotecnici, mentre il giorno precedente erano stati sequestrati sette chili di polvere da sparo in un appartamento. L’ombra della “bomba Sinner“: a rendere ancora più allarmante la situazione è la presenza sul mercato clandestino di ordigni sempre più potenti e pericolosi.
A fine novembre, nell’abitazione di un 24enne a Pozzuoli, erano stati sequestrati circa 50 kg di materiale esplodente, tra cui la cosiddetta “bomba Sinner“, un ordigno di colore arancione ispirato ai capelli del tennista italiano. Perché tanti sequestri a Napoli? Il territorio napoletano, soprattutto in prossimità delle festività, diventa terreno fertile per la produzione e la vendita illegale di botti.
Depositi, abitazioni e piccoli garage sono i luoghi preferiti per nascondere questi materiali esplosivi, che rappresentano un serio pericolo per la sicurezza pubblica. Le forze dell’ordine stanno lavorando senza sosta per individuare e disarmare questi arsenali nascosti, ma l’invito è rivolto anche ai cittadini: denunciare qualsiasi attività sospetta può fare la differenza. Il pericolo dei botti illegali È fondamentale ricordare che i botti illegali non sono solo pericolosi per chi li maneggia, ma anche per l’incolumità degli altri. Esplosioni improvvise, incendi e feriti sono solo alcune delle conseguenze che possono derivare dall’utilizzo di questi ordigni.
